Il senso di colpa è un’emozione secondaria perché si sviluppa più tardi rispetto alle emozioni di base ed è legato alla violazione di norme esplicite o interiorizzate e in particolare alla sensazione di aver provocato un “torto” ad un’altra persona.
Sentirsi spesso in colpa, rimuginare sulle azioni che hanno causato disagio o sofferenza all’altro o anche solo su pensieri inaccettabili o che possono essere dannosi per qualcuno, determina, a livello individuale, sensazioni di tristezza e angoscia.
Questa emozione, se frequente, può causare un vero e proprio blocco nella vita della persona che investe, senza rendersene conto, tutte le energie emotive e cognitive non solo per pensare all’azione che ha provocato il senso di colpa ma anche per trovare un modo per punirsi (la rimuginazione può diventare una modalità inconsapevole che viene utilizzata dalla persona per espiare la colpa).
Il senso di colpa può essere diretto anche verso se stessi, questo avviene soprattutto quando si ha una bassa autostima e una tendenza al perfezionismo; la pretesa di non sbagliare mai e di raggiungere sempre il massimo determina senso di colpa verso di sé quando gli standard non vengono raggiunti.
A livello relazionale, il senso di colpa può portare a vivere i rapporti con molto timore e angoscia, rinunciando alla spontaneità e all’autenticità, spesso assumendo un ruolo passivo all’interno del rapporto e avendo difficoltà a mantenere sani confini interpersonali (es. non esprimo i miei bisogni e faccio tutto ciò che mi chiedi o che ti fa piacere perché mi sento in colpa).
Solitamente il senso di colpa è un’emozione introiettata a livello sociale e familiare, in contesti rigidi in cui ci si sente molto giudicati e gli errori vengono visti non come una risorsa da cui imparare ma come eventi fallimentari di cui pentirsi, è più probabile che il senso di colpa sia un’emozione esperita frequentemente. In questi contesti può succedere inoltre che gli adulti, spesso in maniera inconsapevole, attribuiscono al comportamento dei bambini le loro emozioni, quali tristezza e/o rabbia (es. “mamma è triste se ti comporti così, “se non fai il bravo, papà sta male””). Questo nel tempo può determinare nei figli lo sviluppo di una modalità relazionale caratterizzata da eccessiva responsabilizzazione e frequente senso di colpa, che permane nell’età adulta.
Il senso di colpa però, se adeguatamente gestito, può essere una risorsa perché permette di prendersi le proprie responsabilità e tendere al miglioramento personale, oltre che agevolare una modalità riparativa nelle relazioni e agire da regolatore sociale.
All’interno di un percorso psicoterapeutico si può lavorare sul senso di colpa, sulle cause e gli effetti di questa emozione e su come poterlo gestire trasformandolo in opportunità. Riuscire a comprendere l’origine di questa emozione e l’impatto che ha sulla propria vita, accogliere tutte le emozioni che si provano senza giudizio, permette, infatti, di imparare ad accettarsi maggiormente , essere tolleranti con se stessi e potersi perdonare.
Bigliografia
- Freud, S. (1929). Il disagio della civiltà.
- Böszörményi-Nagy, I., & Spark, G. M. (1988). Lealtà invisibili: la reciprocità nella terapia familiare intergenerazionale.
- Klein, M. (2012). Invidia e gratitudine.
- Mind, L. (2024). Il Potere dei Limiti: Dire di NO senza sentirsi in colpa.

Sono una Psicologa e Psicoterapeuta sistemico-relazionale. A MenteSociale mi occupo dei Servizi alla persona, la coppia, la famiglia in particolare dei Servizi di sostegno alla genitorialità e maternità.
In associazione mi occupo inoltre di Formazione per gli psicologi e psicoterapeuti e sono RESPONSABILE GRUPPI DI SOSTEGNO PSICOLOGICO.





