L’ansia scolastica è una forma di ansia scolastica legata alla scuola e alle situazioni che la riguardano, ovvero i compiti, le interrogazioni e gli esami.
È una reazione di preoccupazione o paura eccessiva di tensione psicologica che compare con una pressione per ottenere buoni voti, la paura di fallire, di deludere i propri genitori, o il timore del
giudizio degli altri.
Le cause sono le aspettative alte, le esperienze scolastiche negative, quali il bullismo, la bassa autostima.
È un fenomeno in aumento tra gli studenti.
Il ruolo degli adulti è molto importante poiché sono le prime figure che possono osservare i segnali di disagio e possono intervenire in maniera tempestiva per ridurre l’ansia promuovendo un clima positivo, valorizzando l’impegno più del risultato, evitare i confronti e favorire la cooperazione e non la competizione.
La famiglia deve agire in sinergia con la scuola, poiché è l’ambiente in cui si manifesta l’ansia; i genitori devono osservare e non minimizzare i segnali, ma accoglierli come una comunicazione di disagio, devono aiutare il figlio a dare un nome alle emozioni. Si deve far presente che l’ansia cresce quando manca la prevedibilità, i genitori devono impegnarsi nel mantenere degli orari regolari, preparare con calma la giornata e ridurre le pressioni legate ai voti e soprattutto promuovere un clima familiare e sereno.
I segnali che possono far capire agli insegnanti e ai genitori che uno studente sta vivendo sono: i segnali emotivi, quali la paura di sbagliare, la bassa autostima, l’ansia anticipatoria; i segnali comportamentali, quali il rifiuto ad andare a scuola, l’evitamento dei compiti e delle interrogazioni; i segnali fisici cioè il mal di testa, la difficoltà, a dormire e di concentrazione.
Le cause scatenanti sono: i fattori personali, cioè la predisposizione ansiosa, la timidezza, la vulnerabilità, il perfezionismo, le esperienze traumatiche passate; i fattori familiari, ovvero l’insistenza dei genitori nel prendere i voti alti; le relazioni con i pari.
I social possono amplificare l’ansia scolastica poiché stimolano un confronto sociale continuo, con delle vite perfette e fanno sentire inferiori.
Le conseguenze sulla quotidianità sono il calo del rendimento, la preoccupazione costante.
Strategie per superare l'ansia scolastica
Le strategie possono essere: l’educazione all’ansia ed alla consapevolezza, è fondamentale capire l’ansia, in quanto è una reazione normale, non va eliminata ma gestita.
Altra strategia è il far disegnare una “mappa dell’ansia”, ovvero scrivere cosa succede nel corpo e nei pensieri quando si è in ansia.
Oppure mettere in atto dei corsi sull’emotività in classe, oppure adottare tecniche di rilassamento e di meditazione come la mindfulness. Molto spesso gli adulti possono fare degli errori, i docenti possono interpretare l’ansia come svogliatezza, oppure mettono in difficoltà lo studente di fronte ai compagni.
È rilevante anche promuovere la resilienza, insegnando agli studenti e alle studentesse come poter affrontare le difficoltà, imparare dai fallimenti e sviluppare una mentalità di crescita che può aiutare
a diminuire la paura di non essere "all’altezza".
Il ruolo dello psicologo è basilare, egli oltre al fornire n sostegno emotivo adeguato, valuta, osserva
per arrivare a capire i fattori scatenanti; deve mettere in atto dei progetti di psicoeducazione, dove può spiegare cos’è l’ansia, come funziona e che non è un fallimento, ma frequentemente una modalità comunicativa del nostro corpo che deve essere ascoltata ed accolta.

Sono Psicologa Criminologa e Dottoressa in medicina legale e scienze forensi.
Collaboro con MenteSociale per la redazione di articoli presenti nel blog del sito e sono stata ospite di uno dei Live Ms per parlare di competenze genitoriali nelle separazioni conflittuali.





