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Tutti uniti per una nuova identità sociale
l testo riflette su come la pandemia abbia evidenziato la fragilità della società contemporanea, definita da Bauman "liquida", mettendo in crisi certezze, relazioni e abitudini.
Nella società liquida, dove tutto scorre ed è fugace come afferma Bauman, nel 2020 ci siamo ritrovati all’improvviso ad affrontare delle problematiche sanitarie molto gravi che ci hanno trovato impreparati, tra cui un isolamento inevitabile e obbligatorio. 

Oggi, a distanza di cinque anni, possiamo dirci finalmente liberi ma possiamo ancora chiederci: quali conseguenze emotive, relazioni e psicologiche ha portato il doversi chiudere e il proteggersi dall'esterno? Cosa può aver prodotto l'isolamento forzato?

L'isolamento forzato tra le quattro mura domestiche, l'impossibilità di uscire e di avere contatti con familiari e amici hanno trasformato radicalmente le nostre abitudini quotidiane, il nostro modo di pensare e di agire, l'atteggiamento nei confronti di noi stessi e del prossimo, inevitabilmente anche oggi, seppur naturalmente in forma diversa.

L'apprendimento e il seguire le limitazioni imposte, necessarie  allora per contenere la diffusione virale, ci hanno aiutato ad apprendere nuovi confini vitali entro cui gestire in prima persona ansia, paure, solitudine e insofferenza.
“Il tossico seme della infelicità odierna non è forse rintracciabile in quel muto accalcarsi, in quello sfuggire/sfuggirsi, in quella perdita di identità individuale e collettiva?" (P. Crepet)

Individuo e società sono da sempre le due facce della stessa medaglia, gli aspetti di una civiltà che, nonostante l'avanzato progresso tecnologico, scopre la sua fragilità di fronte a sfide sempre più pressanti e pervasive sul piano globale.
Le nuove paure non sono più fantasmi creati dall’immaginazione, ma sono diventati esperienza vissuta in modo diretto e indiretto di un nemico concreto, anche se invisibile.
In questo scenario tutto diventa precario, i punti di riferimento sembrano vacillare e perdere quella coesione indispensabile allo sviluppo sociale della comunità.

 Tuttavia, in questo contesto, ci sono degli aspetti molto significativi sul piano individuale che possono diventare una leva importante per la qualità delle relazioni interpersonali, che purtroppo oggi sono molto spesso superficiali e frettolose.
Nello spazio concretamente limitato delle nostre abitazioni, possiamo avere più tempo libero per riflettere e guardarci dentro, pensare e rivalutare comportamenti, azioni, modi di vivere.
Nel corso della vita tutto concorre alla formazione della personalità: errori, conquiste, gioie e dolori necessari per trovare il vero significato dell'esistenza e del suo insostituibile valore.

Abbiamo visto come il desiderio di aggregazione di tutti sia diventato un inno corale, un unico cuore pulsante che richiama sentimenti di unione, coraggio, forza.
A questo grido di resilienza dobbiamo ispirare i nostri pensieri quotidiani, le nostre riflessioni, i nostri desideri e proiettarli con ottimismo nel futuro.

C'è l'urgenza di una nuova identità sociale
, un rinnovamento di idee tese a ricompattare il tessuto di un’umanità parcellizzata che mostra tante isole in un mare inquinato da intolleranza, narcisismo, superficialità.
La società forse chiede un riscatto, un civile e partecipato senso di altruismo, responsabilità, collaborazione: le basi per la crescita e lo sviluppo di una nuova identità in cui ognuno possa rispecchiarsi e riconoscersi migliore.

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