Per amore romantico si intende uno stato sentimentale particolare e un modo di mettersi in relazione con un’altra persona capace di generare emozioni, stimolare l’immaginazione e nutrire rispetto per ideali “cortesi”. Questa forma di amore, caratterizzata da potenti correnti di erotismo, sembra essere più vicina all’innamoramento che all’amare, al punto che spesso rappresenta la fase primaria di una relazione, sulla base della quale si costruiscono ricordi intensi e nostalgici.
L’uomo, immerso in una cultura che idolatra l’amore romantico, sembra esserne alla ricerca cronica. Di fatto, l’amore romantico ha il potere di dare una sensazione di significato alla nostra vita. Ma, allo stesso tempo, è credenza comune che questo tenda ad affievolirsi con il passare degli anni, di fatto il tempo e il successo sono ritenuti i suoi principali nemici.
L’idealizzazione a cui è ispirato, che è per sua natura illusoria, lo rende instabile e difficile da proteggere. L’idealizzazione è una difesa narcisistica e, pertanto, anche in amore ha più a che fare con se stessi che con l’altro. Questa ha, infatti, la funzione di “codificare” l’altro nel suo poter essere reificabile, definibile in qualcosa di illusoriamente stabile e conosciuto.
Di fatto, inizialmente in amore vi è la sensazione che l’oggetto del nostro desiderio non sia una persona come tante ma una persona speciale, unica. L’amore svanisce con il tempo perché la familiarità ci dà una visione dell’altro più realistica, nel bene e nel male. Il tempo è nemico dell’amore perché gioca a favore della realtà e dell’inevitabile disillusione.
E così, l’amore tende a tramutarsi o in un rispetto sobrio e privo di passione o in un’amara disillusione, lasciando spazio spesso alla rabbia e alla frustrazione.
Il complesso intreccio tra avventura e sicurezza
Il presupposto della passione romantica è la mancanza, il desiderio di ciò che non si ha, ma l’amore romantico seduce con la sicurezza che sembra promettere.
L’amore e il desiderio sono paradossalmente orientati verso obiettivi diversi: l’amore cerca la stabilità, la certezza, il controllo, mentre il desiderio rappresenta l’ignoto, l’avventura, la novità.
L’intreccio tra sicurezza e avventura e tra ricerca del conosciuto e dell’ignoto è, non a caso, al centro delle questioni romantiche. Proviamo a capire perché. La percezione è un processo “attivo”, per cui l’immaginazione e il desiderio contaminano continuamente la percezione “oggettiva” della realtà, minacciando di oscurarla. La realtà è quindi una continua costruzione a cui partecipano attivamente anche i desideri e le passioni. Conoscersi è un affare complicato perché conoscere una versione di sé può significare difendersi dalla conoscenza di altre parti di sé. Allo stesso tempo, la convinzione di conoscere realmente l’altro è spesso un’illusione.
La sicurezza relazionale rappresenta, quindi, un espediente collusivo, poiché non si basa su una conoscenza “oggettiva” dell’altro. Per questa ragione la prevedibilità che si percepisce in una relazione non rappresenta la realtà, ma è un’elaborazione fantastica.
L’idealizzazione iniziale, quindi, più che “scomparire” spesso si trasforma in illusione di conoscenza reale e oggettiva dell’altro.
Quando una relazione finisce, infatti, spesso si sente dire da uno del partner “non è la persona che conoscevo”: l’altro che sembrava tanto noioso, prevedibile e conosciuto, diviene improvvisamente sconosciuto. Alla luce di ciò è utile riflettere non tanto sulla ricerca di avventura e pericolo che potrebbero aver determinato la fine di una relazione, bensì sulla pretesa di prevedibilità e sicurezza. La passione, come abbiamo visto, sorge nel contrasto della tensione tra fantasia e realtà. Se è pericoloso fantasticare su quello che si sente/crede di avere o su quello che si ha bisogno di credere di avere, allora è più sicuro fantasticare su quello che non si ha. Le fantasie sono un’opportunità di fantasticare, dei brividi sicuri.
Desiderare degli oggetti che non si possono avere, vuol dire segregare il desiderio in un ambito nel quale il suo destino è già determinato. L’amore non corrisposto, infatti, è doloroso, ma sicuro. Viceversa, il senso di sicurezza è in parte un espediente basato su fantasie di durata. L’abitudine che spesso spegne l’amore romantico non è parte della natura dell’amore, ma è una degenerazione protettiva, una difesa contro la vulnerabilità intrinseca dell’amore romantico.
Ma l’amore romantico è davvero destinato a degradarsi?
Il rapporto tra passione e sicurezza è quindi di natura complementare: è un po’ come la luce che presuppone il buio e viceversa. L’alterità opera nello stesso modo. Per pensarla come Jung con “l’ombra”: gran parte dell’alterità che cerchiamo e troviamo eccitante nei nostri partner romantici può essere pensata come una forma del sé, una sua immagine speculare. Ciò che attrae dell’altro, quindi, può non essere la sua alterità, ma l’opportunità di entrare in contatto, a distanza di sicurezza con aspetti del sé rinnegati. Come abbiamo visto, l’idealizzazione iniziale del partner più che spegnersi e scomparire con il tempo, si trasforma in illusione di prevedibilità. Non dimentichiamoci, però, che la natura destabilizzante dell’amore romantico lo rende difficile da accostare a tale pretesa. Per questa ragione, l’idealizzazione, conserva un ruolo importante anche nelle relazioni di lunga durata, che può essere più o meno funzionale a seconda di come viene utilizzata.
L’utilità delle idealizzazioni romantiche nelle relazioni dipende, in parte, da quanto le narrative romantiche finiscano per svilupparsi in forma di attività co-costruite e svolte in collaborazione.
Ad esempio, l’idealizzazione di un partner tende ad essere più fertile quando la qualità che si sceglie di idealizzare corrisponde al modo in cui all’oggetto amato piace idealizzare se stesso. Ma le fantasie di un amore perfettamente armonico e sincronizzato possono essere molto pericolose: possono divenire distruttive quando prese troppo sul serio e quando vissute come un’aspettativa permanente e non episodica. In una coppia può accadere, infatti, che si dipenda costantemente da quella idealizzazione episodica per ottenere prevedibilità.
Per questa ragione, Mitchell, definisce l’amore romantico “un castello di sabbia per due”. I coinvolgimenti amorosi, infatti, non implicano una devozione alla stasi, ma una dedizione a un processo aperto all’incertezza. I castelli di sabbia per due dell’amore romantico richiedono, a causa della loro natura mutevole, un’opera continua di ricostruzione.
L’amore, quindi, può durare solo a condizione di riconoscere la natura paradossale della relazione amorosa: stabilità e prevedibilità devono coesistere con il senso della scoperta e del rischio.
Bibliografia
- Mitchell, S. A. (2003). L'amore può durare?: il destino dell'amore romantico. Cortina.
- Katie, B., Mitchell, S., Cooper, G., Bevilacqua, A., Cornwell, B., Faletti, G., & Pansa, G. (2009). Amare ciò che è. Vicenza, Edizioni il punto d'Incontro.
- D’amore, G. (2023) La vita della coppia dal miele dell’amore romantico all’acido del calo del desiderio… e oltre. La Caravella Editrice

Sono laureata in Psicologia e ho svolto il mio tirocinio presso MenteSociale nel 2024.





