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AGGRESSIVITA' E VIOLENZA

Aggressività e comportamenti violenti
 
 
 
 

 

lettera DSalve, volevo chiederle un aiuto. Sono fidanzata da 3 anni con il mio uomo, bravo ragazzo ma molto nervoso; spesso litighiamo per banalita. Non mi capisce spesso ed io sono arrivata a capire che non mi merita ed è molto immaturo rispetto me. lo gli voglio un bene dell'anima ma sono molto confusa, vorrei fargli capire che cosi facendo non fa altro che allontanarmi, lui non si rende conto che non puo dire tutto ciò che vuole perchè io sono semplicemente la sua ragazza e molte volte m sento mancare di rispetto, provo a fare la pazza ma lui  indifferentemente continua. A questo punto direi che non cambierà mai, sono troppo confusa,
ci vogliamo bene ma molte volte è lunatico, mesi in cui si affeziona e mi tratta una favola e mesi distante. Per favore mi aiuti a capire grazie mille (Mary)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RForse potrebbe essere utile capire non tanto perchè si comporta in questo modo, quanto cosa tu desideri in un rapporto d'amore e quanto la relazione che hai oggi con questo ragazzo può davvero rispondere ai tuoi desideri. Di per sè il comportamento ambivalente di avvicinamento-distanza può essere positivo perchè ci spinge ad "impegnarci" nel rapporto ed a non dare nulla per scontato. Il rispetto reciproco però credo sia una pietra fondante la coppia così come dare ed avere un proprio spazio all'interno della coppia dove comunicare e realizzare i propri desideri e soddisfare i reciproci bisogni.

lettera DSalve,vorrei il Suo parere riguardo al mio problema. Ho 42 anni ,sono sposato dal 92 e ho un figlio di 6 anni. Mia moglie mi maltratta giornalmente e continuamente nell'arco della giornata,nel senso che non appena non li và giù qualcosa, me ne dice di tutti i colori. Ha sempre ragione lei,ed è molto aggressiva e non solo con me. Mi sbeffeggia in continuazione dicendomi che tanto la legge è dalla sua parte,mi ridurrà come un verme e mi farà dormire sotto i ponti ,comunque ,e in tutti i casi. Non mi dilungo ulteriormente,perchè potrei scrivere un libro. Vorrei un consiglio di come posso iniziare un cammino a mio favore e a chi rivolgermi (Luigi).


Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RLa vita di coppia può diventare un campo di battaglia. E' quello che ho immaginato leggendo il tuo racconto: da una parte una donna forte che, con modalità aggressive e punitive, sembra comunicarti che è lei a detenere la spada del potere nella vostra relazione, dall'altra ci sei tu, partner che appari in questo momento la parte debole che va in battaglia e vorrebbe capire quali alleati o armi poter utilizzare (da cui "come posso iniziare un cammino A MIO FAVORE"). Le migliori battaglie, nella vita di coppia, sono però a mio avviso quelle in cui non si esce nè vincitori nè vinti, arrivando ad un risultato negoziato che soddisfa entrambi senza sacrificare nessuno.
La negoziazione spesso non è facile perchè ci si mette in discussione in un modo diverso, in tal senso se il cammino che vuoi fare in questa battaglia è un cammino in due, potresti rivolgerti ad uno psicoterapeuta di coppia che possa guidarvi in questo. Se invece non desideri negoziare ma vincere, allora è tutt'altra cosa ed in questo senso una consulenza legale potrebbe aiutarti a capire come potresti muoverti.

lettera DGentile Dott.ssa, sono un uomo 40 enne sposato da circa 14 anni e abbiamo 2 bimbe. Lei da piccola e fino all'età di 15-16 anni è stata vittima di abusi da parte del fratello maggiore. Il mio comportamento di profondo disdegno e condanna anche e soprattutto nei confronti dei genitori che sapevano ma non sono mai intervenuti, ha portato a forti contrasti tra me e la sua famiglia. Quest'ultimi avrebbero gradito la mia quasi indifferenza poichè sono episodi lontani nel tempo. Lei è tra due fuochi, tra me e la famiglia a cui è comunque molto legata. I nostri rapporti di coppia sono via via peggiorati nel corso degli anni e ora parliamo di separazione. Io non riuscirò mai ad accettare tali reati, ma ora chiedo se iniziassi a sminuire la gravità di tali episodi verso di lei, l'aiuterei a superare i suoi conflitti? Ovvero che comportamento è opportuno tenere in questi casi? Condanna o permissivismo? Grazie per il tempo che mi ha dedicato. (Andrea)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RNon esiste una risposta univoca. Certo è che interrompere un rapporto non significa superare un conflitto o vissuti emotivi molto forti per l'esperienza traumatica che tua moglie ha avuto. E' vero, in molti casi è maggiormente facile tagliarsi emotivamente e fisicamente fuori da una realtà che ci ha dato dolore, ma ciò ripeto, non significa elaborare ed assarbire questo dolore. Entra inoltre in gioco anche un fattore sociale e morale legato alla tematica dell'abuso che è condannato e di cui spesso si prova disgusto; in questi casi chi proviene dall'esterno della situazione rischia di imporre la sua visione o il suo modo di intervenire e quindi, nonostante le buone intenzioni di partenza, potrebbe peggiorare la situazione più che migliorarla. Mi sembra che quello che vi è successo a livello relazionale possa rientrarvi. Quello che mi sento quindi di consigliarti è di provare a stare vicino a tua moglie senza indurla ad una scelta ed essere <<tra due fuochi>>, anche se ritengo giusto che tu non accetti di assumere un comportamento indifferente consigliato dalla sua famiglia, nei confronti di questa tematica "calda". Potrebbe essere di aiuto un supporto specialistico non solo per tua moglie - al fine di approfondire la tematica ed elaborare i vissuti emotivi connessi ad un'esperienza che purtroppo non si potrà mai cancellare - ma anche rispetto alla separazione e per te stesso che in questi anni hai tentato di aiutare la persona alla quale tenevi, con coraggio e forza, comprendendo che spesso in questi casi non è facile, nemmeno per chi vive accanto, superare tutto questo.

lettera DSono stata violentata da mio zio quando ero più piccola. Ora ho 21 anni ancora da compiere e ho pochissima autostima di me stessa ho pensato molte volte al suicidio ma soprattutto non l'ho mai detto a nessuno non so più che fare. aiuto mi sento cosi solo a volte mi blocca anche lo studio questo ricordo aiuto... (Giovanna)

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RCredo tu stia passando un momento difficile non solo per l'esperienza traumatica che hai avuto durante l'infanzia, ma anche per non aver chiesto aiuto fino ad ora. La possibiità di scrivere in questo spazio può essere per te una spinta a continuare a lanciare dei segnali ed a chiedere magari a chi ti sta vicino di sostenerti e di darti forza per affrontare il tuo dolore che tra l'altro, porta inevitabilmente a perdere la fiducia in se stessi e negli altri, in particolare da chi credi ti voglia più bene. Sono dell'idea che sia importante anche parlarne con uno specialista in psicoterapia, in un percorso di sostegno. Il dolore assorbito in questi anni deve avere la possibilità di riemergere per essere affrontato ritrovando la giusta serenità e forse da sola non è sempre facile poterlo fare.
Dai Giovanna, siamo con te!

lettera DCredo di subire da parte di mio marito violenza psicologica vorrei sapere come fare per affrontare questo problema sono una persona molto fragile grazie (Giuseppina)

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera RCara Giuseppina, l'aver chiesto aiuto tramite questo spazio di MenteSociale è un primo importante passo che hai fatto e che puoi continuare a fare rivolgendoti ad esempio ad un centro antiviolenza della tua città che puoi vedere in questa pagina. Un passo sicuramente difficile ma essenziale per poter affrontare efficacemente il problema che stai attraversando, per capire cosa poter fare e come diventare più forte.

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