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STALKING

stalkingDifficoltà psicologiche ed emotive legate alle molestie assillanti.

Come Vittime. O come Stalkers.


 

lettera DBuongiorno, scrivo per chiedere un consiglio. Un'amica è vittima di stalking pesante da parte del suo ex (minacce verbali e telefoniche, percosse, appostamenti sul posto di lavoro/casa), ma non ha raccontato ancora nulla in famiglia (dopo circa 2 anni) e nonostante i miei continui inviti ha paura a denunciarlo. Cosa posso fare per aiutarla a superare questo blocco (le ho già dato indirizzi e siti che parlano di stalking.. ma lei dice che vuole risolvere da sola il problema)? Lei ha pensato pure di cambiare città, regione o addirittura stato! Grazie per la risposta (Alessandro)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RLa decisione presa dalla tua amica di “voler fare da sola” è una soluzione spesso presa dalle vittime di stalking tendendo in questo modo involontariamente a fare un vuoto intorno a loro, isolandosi perché non si sentono capite o, come in questo caso, non vogliono coinvolgere le persone a cui tengono maggiormente (il tenere fuori te e la sua famiglia ne è esempio). In questo senso credo che il maggiore aiuto che puoi darle è semplicemente quello di starle accanto in questo momento difficile, hai già consigliato e dispensato indirizzi a cui rivolgersi, ora il passo più importante deve essere fatto da lei, purtroppo non puoi obbligarla a chiedere aiuto, ma convidivere i suoi vissuti in questa situazione, al di là della decisione presa.

 

lettera DGent.mi ho già scritto la mia storia simile a tante altre, il mio problema non è più aver paura del mio stalker ovvero del mio ex marito gia condannato (solo con una multa) per le molestie a me rivolte, anzi sto aspettando lucidamente il momento che passerà all'azione nel farmi veramente del male cioè quando riuscirà ad eliminarmi fisicamente.

lettera DBuongiorno,sono una ragazza di 23 anni e da pochi mesi ho chiuso una relazione con un ragazzo più piccolo di due anni. Il nostro è stato un colpo di fulmine...da parte sua. Dopo qualche incertezza ho ceduto ed è iniziata quella che sembrava una storia d'amore perfetta. Lui sembrava perfetto e non mi pesava se mi chiamava cinque sei volte al giorno o la notte. Diceva che senza di me non poteva stare, voleva sempre sapere cosa facevo e dov'ero...con una marea di messaggi. Le sue attenzioni mi facevano piacere finchè sono diventate troppe...Piombava a casa mia a tutte le ore, spesso senza preavviso e mi faceva le poste fuori dal lavoro e fuori da scuola. Mi aspettava sotto casa anche fino a notte fonda se uscivo con gli amici. Questo quasi tutti i giorni...mi lasciava cose sul tappeto di casa. Ho iniziato a sentirmi a disagio e a respingerlo finchè poi ho deciso di lasciarlo. Lui non si è arreso...mi pedinava...una volta mi ha seguita per tutto il centro...l'ho lasciato migliaia di volte,non ha mai rispettato i miei no, ha continuato a chiamarmi e a farmi la posta fuori di casa e al lavoro. Per me è stato impossibile rifarmi una vita normale...davo per scontato che lui fosse là. Non sono mai stata troppo dura con lui perchè gli volevo bene nonostante tutto. La sua insicurezza e la sua incapacità di andarsene mi pesava e incapace di farmi rispettare ho iniziato a sentirmi in colpa...e ad avere paura che lui si facesse troppa strada nella mia vita. Contattava i miei amici per parlare loro di me e con mia madre aveva stretto un rapporto confidenziale dicendole che avevo molti problemi da risolvere. Lui faceva il mio salvatore, l'innamorato...dimostrandomi il suo affetto...distruggendo la mia vita. Qualche mese fa è venuto sotto casa mia, pur frequentando altre ragazze, alle tre di notte, e pretendeva che uscissi per poter parlare con me...non sono uscita e il giorno dopo è sparito. Ovviamente nulla di quello che mi ha riferito lui era vero; la sua versione era che se ne andava per motivi seri di salute e per un viaggio molto lungo che aveva in programma.(Non è mai partito e sta benissimo.) Da una parte felice, dall'altra ho scoperto che nell'ultimo periodo metteva le mie chiamate in vivavoce con amici e che a molte persone anche di mia conoscenza ha raccontato fatti non veri sul nostro rapporto. Dall'anno scorso soffro di attacchi d'ansia e sono stata in ospedale già tre volte per questo. Il primo l'ho avuto a casa...un giorno che con la febbre alta lui è venuto sotto casa mia per farmi una piazzata. Mi sento profondamente danneggiata da questa persona che a primo avviso sembra la più premurosa della terra, non tanto perchè ha ferito le mie aspettative di giovane donna ma perchè mi ha fatto provare paura...paura di chi dice ti amo e poi ti soffoca piano piano e ti mortifica. Pensavo di poter controllare la cosa e l'ho sottovalutata...ora che non può più danneggiarmi con la presenza lo fa con la parola...parlando ad altri di me in modo molto negativo. Avessi affrontato prima il problema con serietà sicuramente lo avrei denunciato...ora se nè andato...ma io continuo a sentirmi come se lui fosse sotto casa...ancora sento il peso delle sue parole... (Silvia)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RIn questi casi è molto importante a mio avviso capire il contributo personale al malessere che proviamo a causa di un’altra persona. Una persona alla quale abbiamo dato fiducia ed affetto, regalando le nostre aspettative attendendone una risposta. Una risposta che in questo caso arriva in modo diverso, con troppo amore, ma senza un confine. Ci si puo’ sentire in questi casi invasi, mortificati, impauriti, delusi... frequentemente accanto a questi vissuti negativi, si insinua una flebile speranza che il lui in questione cambi o che si fermino questi atteggiamenti di soffocamento. Ed è proprio questa speranza l’ostacolo maggiore per riuscire a dire di no completamente, mettendo la parola fine ad un rapporto che diventa sempre piu’ logorante. Un secondo importante ostacolo in questi casi è il controllo. Spesso, soprattutto nei primi tempi in cui ci si confronta con l’atteggiamento invadente dell’altro, si pensa di poter controllare la situazione e con essa anche le nostre emozioni associate. Che continuano però a convivere con noi e come una pentola a pressione, escono fuori quando ci sentiamo troppo “pieni”, magari sotto forma di ansia o attacchi di panico. In tal senso, credo sia importante cominciare a chiedere un aiuto, come hai fatto in parte scrivendo la tua storia in questo spazio, magari rivolgendoti ad uno psicoterapeuta che possa aiutare a gestire meglio i tuoi vissuti emotive recuperando la giusta serenità.

 

lettera DA dicembre, ad un mio amico di classe gli ho dato il numero di cellulare,e da li' è incominciato tutto. Questo ragazzo ha dei disturbi della personalità credo, avrà inteso davvero male il mio gesto e da allora quasi non vivo più.

lettera DGent. dottoressa, da sei mesi ho conosciuto un giovane, tra l'altro pregiudicato e fumatore di cannabis , che mi ha preso di mira, dice di volermi bene, che in me ha trovato un padre e ho dovuto dargli notevoli somme di denaro. Questo mi ha portato ad un fortissimo stato di ansia, e' instabile, può passare in pochissimo ad uno stato di ira incontrollabile, per cui ho una grande paura che succeda qualcosa a me o i miei familiari. Specifico che non ho alcun tipo di legame sessuale, ho chiesto molte volte di lasciarmi in pace, mi dice di non abbandonarlo, mi sono rivolto a lei anziche al suo collega ispettore di polizia perchè non posso documentare quanto mi sta succedendo. La mia salute sta peggiorando, non so come fare avrei bisogno di parlare di persona con qualcuno, ho gia contattato una associazione antinstalking ma non ho ricevuto risposta . Le sarò grato se vorrà darmi una risposta , non vedo una via d'uscita.. la ringrazio (Giovanni)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RLa differenza di parere tra me ed il mio collega è nella natura psicologica nel mio caso, nella natura legale e del “cosa fare” nel caso del dr. Salvatori. In tal senso il mio punto di vista può, spero, essere d’aiuto nel momento in cui si sente di voler agire su di sé e sui propri vissuti, al di là quindi dell’elemento pratico di come superare una situazione, per il quale ti suggerirei di parlarne direttamente con un legale o in questo stesso spazio.
Venendo al tuo racconto di stalking, credo che sia molto importante in questi casi chiedere un supporto psicologico, nella mia esperienza professionale posso sicuramente dire che questo vissuto che hai descritto è molto comune: si vorrebbe far qualcosa ma al tempo stesso si ha paura per se stessi o per coloro che ci sono accanto, portandoci in una situazione in cui è difficile dire di no oppure allontanare definitivamente l’altro. A mio avviso però non è una situazione insuperabile ed in tal senso ti suggerisco di richiedere un sostegno psicologico, così come hai già tentato di fare, rivolgendoti anche ad altri colleghi che possono aiutarti a lavorare sui tuoi vissuti emotivi e ritrovare il desiderato benessere.

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