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PROBLEMATICHE DI COPPIA

Conflitti, difficoltà a superare una separazione, problemi di comunicazione nella coppia, insoddisfazione coniugale.

 

 

lettera DHo 50 anni e sono sposata da quasi 12 con uno uomo di 7 anni più giovane.
Da oltre due anni ho avuto dei sospetti che mio marito mi tradisse, 1 anno fa ho avuto la conferma leggendo per caso un messaggino nel suo cellulare.
Dopo averlo messo alle strette ha confessato dicendomi che questa donna per lui non contava niente che era solo attratto sessualmente, che voleva stare con me e mi ha supplicato di lasciargli un'altra possibilità. Dopo circa tre mesi mi accorgo che questa donna la vede e la sente ancora. Stesse scene, stessi pianti e stesse suppliche, mi dice che non sa cosa le ha fatto questa donna che non sente niente per lei se non attrazione. Io lo amo ancora tantissimo, lo faccio anche per i nostri due figli, restiamo separati in casa per 5 mesi e dopo lo perdono di nuovo. Non riesco però a dimenticare quante volte mi ha detto di essere pentito, di amarmi, di non volere nessuno al di fuori di me per poi scoprire che continua la sua storia con l'altra. Adesso sono molto più attenta, controllo ogni sua mossa o gesto, non mi fido più però lo amo. Quello che mi chiedo è: è possibile credere ancora ad un uomo che nonostante abbia visto la mia sofferenza, la mia umiliazione e il mio amore per lui abbia continuato a vedere l'altra. E' possibile che sia stato sincero quando piangeva con me e giurava che non l'avrebbe più vista. Mi chiedo se è possibile che un uomo che si umilia tanto per non essere lasciato sia poi un grandissimo bugiardo e falso. Non so più cosa pensare, se ha tradito per tanto tempo nonostante il male che mi faceva perchè adesso dovrei credergli
(C.)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RCara C. comprendo quanto sia difficile il momento che stai attraversando ed il sentirsi traditi è un vissuto molto forte che traspare da ogni riga del tuo racconto.
Le domande che poni credo siano molto importanti ed al tempo stesso difficili da rispondere o meglio, da poter dare univoca risposta. Sono però punti di riflessione da cui partire per affrontare i dubbi rispetto a questa relazione ed a cosa fare a tal proposito. Prova a domandarti quanto tu oggi sia pronta per dare nuovamente fiducia a tuo marito, cosa desideri veramente, cosa ti porta ogni volta a perdonare e cosa significa per te questa relazione...

 

lettera DSalve, sono una ragazza di 26 anni, sono sposata da 2 anni e mezzo e circa sei mesi fa ho scoperto che per nove mesi (mentre io ero incinta) mio marito ha avuto una relazione con una sua collega. Quando ho chiesto spiegazioni lui mi ha risposto che da lei è sempre stato fortemente attratto e quando lei si è avvicinata lui non ha saputo resistere. La cosa più brutta è che per i due mesi successivi mi ha tenuto sulle spine dicendomi che doveva scegliere se stare con me o andare da lei. Questa cosa mi ha distrutto e quando finalmente ha scelto suo figlio e me io ho deciso di riprenderlo. Ora sono passati diversi mesi e mi rendo conto che è difficilissimo superare e buttarsi alle spalle questa brutta storia. Penso continuamente a tutte le bugie che mi ha raccontato per andare da lei, al fatto che andava con un’altra mentre io ero incinta a tutto il male che mi ha fatto anche quando l’ho scoperto, a come mi ha trattata.. Io voglio superare la cosa sia per me perché lo amo, sia per mio figlio, ma  non so se ci riuscirò, anche se lui da quando ha fatto la sua scelta è diventato un’altra persona.. è tornato l’uomo che ho sposato anzi migliore… Come posso fare a superare tutto? Grazie (Federica)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RA volte è difficile dimenticare il passato della persona che amiamo, soprattutto se è un passato che ci ha fatto soffrire in prima persona e così portiamo con noi i ricordi e l'esperienza dolorosa che sentiamo appartenerci in modo indelebile e che con il tempo può far crescere un senso di impotenza e di fallimento, accanto alla difficoltà nel dare completa fiducia a chi ci ha fatto soffrire .
Al tempo stesso questa difficoltà nell'affidarsi all'altro e nel dimenticare un tradimento potrebbe essere per noi un modo per rispettare il dolore che abbiamo provato nel momento in cui abbiamo saputo la verità.
Forse esistono modi diversi per rispettare se stessi ed i propri vissuti, permettendoci di slegarci dal passato ed andare avanti. A volte questo è difficile poterlo fare da soli, in tal caso è spesso suggeribile un percorso psicologico di sostegno che aiuti a liberarsi del dolore e vivere pienamente una relazione che potrebbe essere soddisfacente per noi.

lettera DCiao mi chiamo Andrea sono di Milano..vorrei un consiglio..ho 29 anni e da circa 7 anni mi frequento con una ragazza.. diversi mesi fa lei probabilmente  satura del rapporto ha rotto...siamo rimasti circa 6 mesi senza frequentarci..poi lei mi ha cercato e io ci sono ricaduto..il legame è molto forte..il problema e che nel momento in cui ho accettato di rivederla non avevo (inconsciamente accettato)  i relativi postumi...qualche tempo fa sono venute fuori (da esterni) possibili sue relazioni fugaci legate a quel periodo e comunque negate da lei...  benchè quel periodo resti fuori dalla mia "giurisdizione" quando penso che probabilmente è stata a letto con un altro mi si gira lo stomaco...lei evita il discorso o comunque nega ogni rapporto..ed io avendola riaccettata non posso certo diventare ossessivo e battere sempre su questo punto...quindi mi rassegno e un po' mi bruciacchio lo stomaco...vorrei solo sapere la verità "che sono certo per mille ragioni non essere quella" ma che comunque non posso pretendere..e probabilmente non saprò mai..pensavo quasi di chiudere io questa volta ma il legame è forte e in fondo rompere non è neppure corretto visto che ho riaccettato il rapporto...in succo io gli voglio davvero bene ma questa cosa mi pesa davvero un'infinità mi sono incastrato..cosa mi consigliate grazie (Andrea)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RQuello che ti consiglio caro Andrea è di condividere con lei il tuo "star male" ed il peso che ti porti, senza per questo creare uno spazio inquisitorio dove indagare e trovare risposte, ma semplicemente buttar fuori il tuo malessere e chiederle un aiuto per questo, allo scopo di vivere il vostro rapporto con la giusta serenità, trovando insieme a lei un giusto equilibrio tra l'essere ossessivi e l'accettare tout cour l'altra persona.

lettera DSalve. Vi scrivo perche' da qualche mese la mia vita e' stata stravolta dalla notizia che il mio lui aspetta un figlio da una moldava. Mi ha tradita nei primi mesi della nostra storia; lei ha comunicato il suo stato dopo quattro mesi magari per paura di essere obbligata ad abortire. Non so non voglio entrare nel merito di scelte altrui, lui dice di amarmi e di avere pazienza,che tutto si sistemera', ma intanto io vivo un amore clandestino, visto che non posso vivere liberamente il mio amore, poichè la sua famiglia lo obbliga a prendersi le responsabilita' non solo di padre, che ritengo giuste ed ovvie, ma anche di marito o compagno eventuale, nonostante lui abbia detto a loro che i suoi interessi sono rivolti verso un'altra persona, che sarei io. In questi giorni ho visto dei video sul parto e sulle coppie che si preparano al lieto evento. Allora mi sento di troppo,forse tutto andra' meglio per lui e per la sua nuova famiglia se io lo lasciassi. Ho bisogno di aiuto, io lo amo ma mi chiedo se il mio comportamento, ovvero quello di stargli accanto come lui mi chiede, sia moralmente corretto. Grazie per avermi ascoltato (Sabrina)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RSicuramente non è facile comprendere cosa fare in un momento emotivamente pesante come quello che stai attraversando. Però, più che concentrarmi su cosa sia "moralmente corretto", sposterei la mia attenzione sul non poter "vivere liberamente il mio amore". Cosa significano per te questi due aspetti? Cosa vorresti da questo uomo che si trova legato oggi a due relazioni diverse, da una parte nel ruolo di partner, dall'altro nel ruolo di genitore che dovrà assumere con il tempo.
Oggi esistono sicuramente tanti modi di essere famiglia proprio perchè forse diversamente dal passato si è meno propensi a rinunciare ad un rapporto o ad una persona se ci sentiamo legate, al di là di quello che sia giusto o non giusto fare socialmente parlando.
Cara Sabrina, quello che mi sentirei di suggerirti è di seguire la tua "pancia", di ascoltarla per vedere cosa ti dice, magari di cominciare a seguire il tuo desiderio di viverti questa relazione d'amore in cui, come il tuo lui ha confermato dicendolo alla sua famiglia, tu sei la parte centrale, non una di troppo.

 

lettera DCari esperti, mi chiamo Barbara e ho 27 anni. Con il mio fidanzato, C.,di 23 anni, le cose non andavano bene da un paio di mesi, fino a che a metà gennaio lui ha deciso di troncare il nostro rapporto. Non andavano bene perchè io ero tesa a causa di problemi lavorativi che ho, e lo trattavo con nervosismo. Lui d'altra parte, a tratti mi trascurava, a tratti diventava molto assillante. Gli ho chiesto così una pausa di riflessione, e per tutta risposta lui ha troncato il nostro rapporto. Da quel momento ci siamo detti di volerci molto bene e restare amici: io gli ho raccontato di aver avuto un incontro intimo con un mio amico, di cui lui prima era geloso. L'ho fatto per ripicca dopo che lui mi aveva lasciata, e perchè speravo in una sua reazione. Lui è andato a letto con una conosciuta su internet (dicendomi che non gli era piaciuto). Di recente ho provato più volte a dirgli che non mi interessa questa persona, che anche grazie a questo ho capito di amare lui, e nessun altro, ma lui si dice deluso dal mio comportamento anche nei mesi precedenti, e disamorato, anche se io non gli credo. Solo l'altro ieri ho deciso di troncare i contatti con lui perchè anche domenica io e lui (parlo del mio ex) siamo finiti a letto insieme e il sesso con lui ogni volta è così bello che dopo mi sento morire consapevole del fatto che non è più mio.
Non credo che lui non mi ami più del tutto, vorrei riparare ai miei errori, vorrei che tutto torni come prima, vorrei tornarci insieme, ma non so come fare...ho bisogno del vostro parere perchè la mia sofferenza è atroce, mi manca da impazzire.
(Barbara)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RLa scelta di separarsi - come pausa di riflessione o come conclusione di un rapporto - può essere rivalutata nell'ottica di un tentativo nel riprendere una storia d'amore forse ancora non del tutto terminata a livello emotivo (ma su questo si sa, ci vuole tempo!).
Prova a parlarne con lui, magari condividendo il tuo dispiacere ed il tuo desiderio di riparare quello che forse non si è rotto completamente, senti lui cosa ha da dirti a proposito. Mi pare di capire che entrambi avete contribuito alla sofferenza della vostra coppia: da un lato il nervosismo di cui parli, legato ai tuoi problemi di lavoro, dall'altro il suo trascurarti. Forse da questo si può ripartire, mettendo in campo i vissuti rispetto a questi ultimi momenti difficili e scambiando possibili difficoltà sia nel riprendere questa relazione che nel terminarla.
Un tentativo come detto può essere fatto. Se si è in due ad intrapredere però questo tipo di cammino.

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