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Disturbi dell'orgasmo

Disturbo dell'eiaculazione precoce e ritardata, anorgasmia

lettera DSiamo insieme da pochi mesi,all'inizio c'erano anzi problemi di eiaculazione precoce,non riuscivamo nemmeno ad iniziare a fare l'amore,ora invece è molto raro che lui arrivi all'orgasmo anche se mantiene costantemente l'erezione.Ho provato in tutti i modi,ma inizio a chiedermi se non sia io il problema,o se non siano cambiati i suoi sentimenti nei miei riguardi..lui dice di non capire il perchè,che io lo eccito e che l'intesa sessuale non manca....quindi qual'è il problema? (Elisabetta)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RLe problematiche sessuali possono dipendere da numerosi fattori sia situazionali (es. se questo è un momento stressante per il tuo compagno o per la vostra coppia), sia individuali, sia infine legati alla coppia. In tal senso ho poche informazioni per poter rispondere alla domanda che poni. Sarebbe in tal senso importante capire ad esempio le passate esperienze sessuali del tuo compagno per comprendere se la problematica è una peculiarità di questa coppia; inoltre potrebbe essere utile riflettere su come sta andando la vostra relazione al di là della sessualità. Spesso i disturbi sessuali ed in generale quelli che riguardano anche il proprio corpo possono essere un modo per esprimere le proprie emozioni, buttarle fuori, condividerle. La presenza prima di una eiaculazione precoce e poi di una difficoltà orgasmica mi farebbe pensare questo; tale evoluzione potrebbe essere correlata a specifici episodi avvenuti nella vostra coppia o nella vita del tuo compagno verso i quali vi invito a riflettere. Non riferisci da quanto tempo accusate questa difficoltà sessuale, in generale se è presente da un periodo superiore ai sei mesi e non è dovuto ad un momento particolarmente difficile, è suggeribile rivolgersi direttamente ad un sessuologo.

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lettera DBuongiorno,
siamo una coppia che vive lontana e che prima non ha mai avuto rapporti sessuali. Ormai da tempo ormai tentiamo di fare l'amore senza alcun risultato. Io sento male in seguito alla penetrazione e se non sento male non provo comunque piacere.Lui non prova piacere e dice addirittura che non si accorge se è "dentro o fuori". Io ho fatto una visita ginecologica ed è tutto ok, ma ora tutte le volte che stiamo per farlo mi prende l'ansia perchè ho paura di non riuscirci ancora il che non aiuta. Le chiedo un consiglio per risolvere questa situazione. Grazie
(Giulia)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RLa difficoltà di provare piacere in una attività sessuale può dipendere da numerosi fattori sia legati alla coppia che alla persona, sia specifici del momento o situazione che si sta vivendo. A volte il piacere aumenta con l'esperienza, in tal senso diverse persone raccontano come i loro primi rapporti non siano stati molto soddisfacenti e che siano migliorati con l'andare del tempo proprio perchè la ripetizione di momenti di intimità sessuale permette alla coppia di conoscersi reciprocamente nei desideri ed emozioni provati, oltre che a livello corporeo.
Spesso l'attesa gioca anche un importante ruolo in queste situazioni (<siamo una coppia che vive lontana>>).
Nel tuo racconto ci sono diversi aspetti che andrebbbero approfonditi per capire meglio la problematica che state affrontando. Ad esempio sarebbe utile capire se il mancato piacere è vissuto soltanto durante la penetrazione o caratterizza anche la fase dei preliminari o gli altri contatti fisici che avete.
Inoltre fai riferimento ad un dolore che senti nel rapporto e che andrebbe approfondito proprio a seguito della visita ginecologica che hai affrontato e che a mio avviso hai fatto bene aa richiedere proprio perchè a volte il mancato piacere può dipendere da una causa di tipo medico; in tal senso però sarebbe importante che anche lui effettuasse una visita andrologica proprio perchè tu stessa racconti che anche lui non prova piacere e sembra non percepire nemmeno il contatto.
Una volta esclusa qualsiasi problematica di tipo fisico, quello che suggerirei alla vostra coppia è di rivolgersi ad un sessuologo, per capire cosa sta succedendo e per aiutarvi ad affrontare l'ansia che ora sembra caratterizzare i vostri momenti di intimità e che naturalmente rende le cose ancora più difficili.

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lettera DSalve dottoressa, sono un ragazzo di 26 anni e la mia partner ha la mia stessa età. Da tempo abbiamo rapporti sessuali ma lei non riesce a raggiungere l'orgasmo. Ne abbiamo parlato tanto ovviamente e le abbiamo provate veramente di tutte: stimolazione con lingua e con le dita, ogni tipo di posizione in luoghi e situazioni differenti ma senza nessun risultato, sembra quasi non esistere un punto o qualcosa di preciso che possa farglielo raggiungere. Come si può risolvere la situazione? Grazie (Giovanni)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli
lettera RLa difficoltà a raggiungere l'orgasmo può dipendere da numerosi fattori legati alla situazione, alla vostra coppia o ad aspetti individuali della partner e personali vissuti emotivi legati al piacere ed alla sessualità. Potrebbe essere a mio avviso utile un colloquio psicosessuologico con uno specialista per aiutarvi a capire quali determinanti possono influire sulla soddisfazione della tua ragazza e parallelamente  superare possibili vissuti di impotenza e di fallimento esperiti dalla coppia in questi vostri tentativi purtroppo poco produttivi.

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lettera Dsalve dot.ssa
ho 16 e ho dei rapporti completi con il mio ragazzo che ha 21 anni, ma durante lo svolgimento lui prova piacere in qualsiasi posizione io invece provandole tutte non sento niente e nemmeno dolore. Questo mi preoccupa, ho qualcosa che non va? Mi fa stare male perche trovo l'atto sessuale cm un modo per completare una relazione ma così non va...
(Elisa)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli:
lettera RSarebbe importante in questo capire da quanto tempo non provi piacere nel rapporto sessuale e se hai avuto esperienze diverse in tal senso; inoltre non è chiaro se il piacere è presente al di là dell'atto in se stesso (ad esempio nella stimolazione tattile od orale). In ogni modo, nelle prime esperienze è frequente una difficoltà soprattutto nella donna nel riuscire ad abbandonarsi completamente gustandosi piccole e grandi sensazioni legate alla propria intimità. Sarebbe utile poterne parlare con il tuo ragazzo, se ancora non lo hai fatto, cercando insieme modi nuovi di sperimentazione. Se con il passare delle vostre esperienze di intimità senti ancora forte questo problema, ti consiglio di rivolgerti ad un sessuologo.

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lettera DGentile dottore, le scrivo perchè sto vivendo una situazione in cui non mi sento molto a mio agio. Sono una ragazza di 25 anni e da sempre ho raggiunto l'orgasmo masturbandomi, ma solo in un'unica posizione, a pancia in giù e con le gambe chiuse. Il fatto è che non riesco a raggiungere l'orgasmo in nessun altra posizione e mi chiedo il perchè. Anche quando faccio l'amore con il mio ragazzo la unica maniera in cui riesco a raggiungerlo è quando mi metto nella mia solita posizione, il mio ragazzo mi penetra da dietro e io mi stimolo il clitoride, ma sempre a pancia in giù e con le gambe chiuse. La cosa che mi innervosisce di più è che credo che al mio ragazzo questa cosa pesi un po', mi sembra sempre che cerchi di stimolarmi in tutti i modi possibili, pur sapendo, dato che io gliel'ho fatto notare, che io raggiungo l'orgasmo solo così.
Qual è il suo parere?
(Paola)

 

Risponde la dr.ssa Laura Catalli:
lettera RLeggendo quello che descrivi, la mia sensazione immediata è quella di "fatica": fatica da parte tua che non riesci a far comprendere al tuo lui il modo personale per raggiungere l'orgasmo, fatica da parte di questo ragazzo nel tentare(invano) altri modi per soddisfare il tuo piacere... Nella sessualità credo sia importante "viversi" le singole sensazioni e le diverse intensità del piacere e per fare questo l'aspetto principale è forse quello di sentirsi "comodi" nell'intimità di coppia, abbandonarsi, coinvolgersi... aspetti questi che appaiono dubbi nelle tue parole. Abbandonarsi non significa solo sentirsi a proprio agio e liberarsi di questa fatica, ma anche "concedersi" al partner e (soprattutto) a se stessi: concedersi modalità diverse di provare piacere e sentirle, assorbirle, condividerle con l'altro. Credo in tal senso sia importante disporre nella propria "faretra del piacere" di diverse frecce in modo da aumentarne la possibilità e non rischiare di rendere il rappor
to qualcosa di esclusivamente fisiologico e meccanico che poco ha a che fare con i vissuti emotivi e personali. Nel caso non si riesca ad effettuare questa trasformazione da soli, suggerisco di richiedere un appuntamento sessuologico.

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