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L’articolo mira a far conoscere le potenzialità della grafologia nel contesto sociale della Scuola. Tramite l’analisi del tracciato grafico è possibile comprendere tendenze e temperamenti individuali, punti di forza e debolezze, sottolineando quanto importante possa essere l'osservazione e l'indagine del  gesto grafico per dare forza ad un gioco multidisciplinare che mira al benessere individuale dello studente e più in generale al benessere scolastico.

 

La grafologia è una disciplina scientifica che va ad inserirsi nell’ambito delle materie umanistiche e la sua peculiarità è quella di identificare l’individuo nei suoi diversi aspetti tramite l’analisi del tracciato grafico.

Non è tanto importante il contenuto del testo o la sua sintassi quanto lo è il movimento dell’arto che va a generare il testo scritto secondo una serie di funzioni neurofisiologiche e simboliche.

Attraverso l’analisi grafologica professionale possiamo comprendere come le esperienze esterne e l’ambiente hanno condizionato la crescita personale dell’individuo, di conseguenza un grafologo ben preparato che riesce ad usare efficacemente gli strumenti grafologici riesce bene a comprendere l’Io sociale e l’Io intimo.

Data questa sintetica premessa, cerchiamo di capire come questa disciplina inserita in un contesto scolastico possa essere utile per gli insegnanti, per i genitori e per migliorare il benessere scolastico dell’alunno posto sotto analisi. La scrittura è un elemento incredibilmente ricco di informazioni ed estremamente individualizzante che contiene in sé quelle peculiari informazioni di quel singolo studente.

Dunque, sappiamo che la scuola è un contesto dinamico ricco di interazioni sociali e la forza del gruppo dei pari mira a condizionare -soprattutto in età sensibile- il carattere dell’alunno. Qui entra in gioco la grafologia, la quale può scorgere quei segnali di allarme che possano rallentare in parte il percorso di uno studente. Di fatto il personale scolastico, con particolare riferimento ai docenti è quell’insieme di individui (oltre i genitori degli alunni) che più si trovano a contatto con la grafia degli studenti. Basta pensare ai temi svolti in classe, agli appunti e ad i compiti da svolgere a casa: tutte attività svolte tramite l’utilizzo della scrittura.

 Non è raro trovare dei veri e propri “sportelli grafologici” nelle scuole, i quali spesso hanno una duplice funzione: a) orientamento dello studente verso un percorso formativo che più si accomoda alle sue esigenze b) strumento da porre agli occhi del personale scolastico per prevenire forme di disagio e/o problematiche che minano il benessere dell’alunno.

Per comprendere se un tracciato grafico sia da tenere sotto osservazione dal professionista, è necessario partire da un’osservazione generale dello scritto: si va ad osservare proprio come la scrittura è impaginata sul foglio: un tracciato grafico vergato in un solo angolo del foglio, disorganizzato con righe che salgono e scendono in modo eccessivo e una distanza tra le righe eccessiva o addirittura assente con lettere che si incrociano tra loro potrebbe essere -a seconda del contesto- uno dei primi segnali di allarme di un disagio dell’alunno. Questo primo punto potremo riassumerlo in una mancata capacità di comprensione dello spazio grafico, con cattiva gestione e organizzazione degli spazi.

Un altro fattore da tenere in considerazione -se ci troviamo in età evolutiva- è la leggibilità, quindi la chiarezza dello scritto. Se le parole e le lettere non sono leggibili e le parole tra loro hanno lettere collocate male (es. CHIESA - CHEISA) o addirittura scritte al rovescio insieme ad altri fattori di disorganizzazione potremo trovarci di fronte ad un tracciato grafico che ha delle modificazioni da tenere sotto controllo.

Bisogna sottolineare che questi sono solo alcuni esempi e sono anche i più visibili ad un occhio non necessariamente esperto. Bisogna sottolineare che non basta una sola parola o un solo rigo ad avere queste caratteristiche per tirare in ballo le più svariate problematiche, ma spesso c’è la necessità che per parlare di un disagio di qualsivoglia tipologia sia necessaria una normalizzazione temporale di queste caratteristiche, quindi di una recidività.

Se ci trovassimo di fronte ad una situazione in cui gli strumenti base del grafologo fossero fruibili al personale docente o più in generale scolastico, potremmo parlare di una prevenzione scolastica quasi immediata. Una volta tradotto questi segnali grafici di disagio potremmo immediatamente mettere nell’orecchio dell’assistente scolastico, dello psicologo di famiglia o scolastico e dei genitori degli alunni la pulce della problematica riscontrata così da fare un percorso unico ma con vari punti di vista delle differenti discipline tutte insieme in soccorso dell’individuo che ne ha la necessità.  

L’inserimento della grafologia nelle scuole potrebbe dunque essere un grande apporto per l’aiuto dello studente e non solo. Naturalmente sarebbe auspicabile che Grafologo e Psicologo lavorassero in tandem per evidenziare da una checklist diagnostica un possibile iter riabilitativo per aiutare l'alunno a superare le proprie difficoltà scolastiche a partire proprio dall'analisi del segno grafico. 

 

L'articolo è stato scritto da...

scrivereL'articolo è stato scritto da Valentino Pinto
Grafologo Forense
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