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Sembra ormai abbastanza chiaro che per quest’anno la scuola è destinata a concludersi così, con la didattica a distanza. Quella che prima rappresentava il più importante osservatorio per individuare in maniera tempestiva i casi di DSA viene drasticamente a mancare. Vi è una sorta di rovescio della medaglia, scopriamo insieme in che senso , attraverso questo articolo. 

 

Sembra ormai abbastanza chiaro che per quest’anno la scuola è destinata a concludersi così, con la didattica a distanza. Quella che prima rappresentava il più importante osservatorio per individuare in maniera tempestiva i casi di DSA viene drasticamente a mancare. Vi è una sorta di rovescio della medaglia: forse, in questo momento delicato, i genitori possono diventare i migliori osservatori dei propri figli. Si è configurata una situazione per cui sono loro la mattina a seguire i bambini/ragazzi nello svolgimento delle attività scolastiche e non vi è dubbio che, per cogliere eventuali difficoltà, il contatto diretto sia decisamente più efficace. I maestri e i professori si trovano a dover insegnare in una modalità totalmente nuova, diversa e complessa, che richiede un enorme sforzo da parte loro per cercare di dare una continuità scolastica agli studenti. Questo potrebbe comportare una minore attenzione al singolo alunno qualora egli mostrasse delle difficoltà.

Dunque, se già prima era di fondamentale importanza la collaborazione tra scuola e famiglia, in questo nuovo modo di “vivere” la scuola, questa risulta indispensabile per far sì che i segnali vengano colti anche se lontano dai banchi di scuola. I genitori, in questa situazione, si potrebbero sentire smarriti e confusi, pertanto la cosa migliore in questi casi sarebbe sempre chiedere un aiuto specialistico per ricevere delle linee guida che possano aiutare a comprendere maggiormente la situazione del proprio figlio, qualora fossero osservate delle difficoltà nella scrittura, nella lettura, nella comprensione o nel calcolo.

Tutto ciò è importante in un’ottica di prevenzione per evitare che la situazione che stiamo vivendo ci porti a dimenticare di quanto questi ragazzi abbiano bisogno di essere sostenuti in maniera adeguata durante il loro percorso di apprendimento. Questo tempo, in cui si è costretti a stare a casa, potrebbe senz’altro essere utilizzato per concentrarsi sul miglioramento della qualità dell’apprendimento dei ragazzi e mettere da parte quella corsa a chi prende il voto più alto, che non è per niente funzionale, soprattutto per quegli studenti che a causa delle loro difficoltà, magari non viste, arrancano non riuscendo a tenere il passo, sperimentando così frustrazioni e delusioni che vanno poi ad incidere sulla loro autostima e sui loro vissuti emotivi.

 

L'articolo è stato scritto da...

scrivereL'articolo è stato scritto dalla dr.ssa Lara Scotto di Vetta
Psicologa dello sviluppo e psicodiagnosta

 
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