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Bambini a casa ma con la scuola che continua a distanza…compiti, video lezioni e genitori che non riescono a stare dietro a questo nuovo modo di fare didattica. Ma che succede se gli alunni sono di prima elementare?

 

 In questi giorni nei telegiornali non si parla d’altro che dell’emergenza dovuta al corona virus e alla pandemia che ne sta derivando. Tutto il genere umano sta lottando contro questo avversario invisibile. Per sconfiggerlo è necessario restare tutti a casa, anche gli studenti! Allora la parola chiave diventa didattica a distanza. Compiti on line, video lezioni e si sta già pensando a possibili esami di maturità on line!

Ma che succede se gli alunni sono di prima elementare?

Si può imparare a leggere e a scrivere da soli? Riusciranno a seguire le lezioni a distanza? Ci troveremo con una generazione in ritardo di un anno?

Proviamo a fare un po’ di chiarezza…

Come non servono libri per imparare a camminare ed a parlare, così non servono istruzioni per imparare a leggere. S’impara a leggere leggendo, ovvero affrontando la complessità di questo impegno con i propri tempi e capacità cognitive. Ogni bambino ha il suo metodo, ben prima di arrivare sui banchi ed è spesso frutto di causalità o di esposizione al linguaggio scritto. Ben diverso, invece, è il discorso in merito all’acquisizione della scrittura.

L’essere umano è predisposto cognitivamente al linguaggio.

La ricercatrice americana Sulbzy, ha effettuato degli studi relativi alle competenze ed i prerequisiti che predispongono al linguaggio verbale, che chiamerà emergent- literacy.

L’alfabetizzazione emergente definisce quell’insieme di abilità, conoscenze e attitudini che costituiscono i presupposti delle capacità di leggere e scrivere. I circuiti neuronali che promuovono il linguaggio e la lettura, si sviluppano grazie alla combinazione di elementi innati ed esperienze ambientali. Queste ultime, ovviamente, sono connesse principalmente alla scuola e alla famiglia. Un’esposizione alla lettura condivisa rappresenta un importante fattore per la costruzione ed il potenziamento delle componenti di alfabetizzazione emergenti; per questo motivo il ruolo della scuola è cruciale.

Per imparare a scrivere ci vuole metodo, disciplina e applicazione.

Leggere e scrivere sono due competenze diverse, ma si possono considerare le due facce della stessa medaglia. Sono speculari ed una supporta l’altra.

La tecnica della scrittura ha bisogno, per essere acquisita, dell’esercizio e della collaborazione tra pari. Sono fondamentali i compiti assegnati dalle insegnanti in questo periodo, dove la collaborazione tra pari viene meno a causa dell’isolamento. Questi rendono possibile l’esercizio che richiede una manualità per la scrittura.

Per questo periodo di emergenza, è importante dare ai bambini l’opportunità di entrare in contatto il più possibile con le nuove strategie didattiche in modo che si abituino a questo nuovo metodo di apprendimento, prima di affrontare la parte più impegnativa della scrittura, il cui apprendimento si svilupperà anche grazie alla lettura. Questo approccio sarà diverso, ma non impossibile, grazie soprattutto al sostegno delle famiglie che supporteranno il lavoro a distanza dell’insegnante, che dal canto suo fornirà aiuto mettendo a disposizione dei ragazzi video lezioni e materiale didattico adeguato. Questo comporterà una maggiore collaborazione e coesione tra la scuola, l’insegnante e la famiglia creando un ponte per la crescita degli alunni.

E al rientro a scuola cosa accadrà? … perché questo tempo passerà!

Ci si dovrà concentrare su quei bambini che non hanno potuto attingere da quel bagaglio culturale della famiglia e che non hanno potuto usufruire del supporto elettronico per accedere agli esercizi.

In questo la scuola è importante perché rende meno pressante la differenza sociale, dando a tutti gli alunni la possibilità di entrare in contatto con un ambiente culturale che altrimenti resterebbe inaccessibile.

Un autore di rilievo come Bruner, infatti, sottolinea come l’apprendimento sia influenzato da fattori socio-culturali e come questi favoriscano l’apprendimento nei bambini. L’insegnante infatti ha una funzione, come sottolineava l’autore, di scaffolding; con questo termine Bruner faceva riferimento a quell’insieme di strategie di aiuto utilizzate da una persona esperta per agevolare il processo di apprendimento di un altro individuo.

Partendo da queste considerazioni, la scuola digitale è per alcuni aspetti valida, ma porta con sé la perdita della relazione educativa che in alunni  di questa età è importante  e necessaria. Inoltre può creare un divario, con la perdita dell’inclusione di bambini che in questo modo rimarrebbero indietro e isolati.

Questa sarà la sfida che ci aspetta!

Con il ritorno alla normalità, dopo questo periodo sospeso, nella scuola e in particolare nelle prime elementari del 2020, si dovrà guardare a quei bambini che non hanno potuto sperimentare un ambiente socio-culturale adeguato. La mancanza di quest’impalcatura potrebbe aver rallentato l’acquisizione del linguaggio scritto e aver allargato quel divario già presente tra alcuni alunni.

Dopo questo periodo sospeso, la sfida della scuola sarà proprio cercare di prendere il meglio di questi aspetti per analizzarlo e verificare se ci sono delle basi per un cambiamento.

Bibliografia:

  • Bortolato, Metodo analogico (sitoWeb)
  • Bruner, “la ricerca del significato” (1992)
  • Sulzby, “Oralità e scrittura nel percorso verso la lingua scritta”, (1991)
  • Formisano, “Il primo contatto con la lungua scritta”, (1990)

L'articolo è stato scritto da...

scrivereL'articolo è stato scritto dalla dr.ssa Paola Tucci 
Psicologa evolutiva, Tutor d'apprendimento

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