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Con la chiusura delle scuole dovute all’emergenza Covid-19, è stato necessario adottare delle misure che permettessero di proseguire il lavoro svolto solitamente a scuola. Ed è qui che è entrata in campo la didattica a distanza. Questo tipo di didattica cosa cambia e come influenza i ragazzi con Bisogni Educativi Speciali? Scopriamolo insieme, in questo articolo. 

ll’interno della nota del Miur del 17 Marzo vi sono delle specifiche indicazioni per gli alunni DSA e BES.

Ponendo una riflessione sull’utilizzo di strumenti tecnologici, che solitamente i ragazzi/bambini con queste difficoltà sono soliti usare, siamo rincuorati dal fatto che ciò non costituirà un enorme problema.

Tuttavia, al di là dei mezzi dispensativi e compensativi, è importante considerare che la maggioranza di questi studenti (soprattutto i casi più gravi), ha bisogno di essere seguita costantemente durante il processo di apprendimento e che attualmente, considerata la situazione, ciò ricade sui genitori che, spesso, si possono sentire inadeguati e confusi rispetto alle esigenze specifiche dei figli, avendo dovuto rinunciare in alcuni casi anche ai Tutor.

Per questo motivo è di fondamentale importanza l’apporto dato dagli insegnanti di sostegno, che rappresentano coloro i quali sono chiamati ad occuparsi in primis di questi alunni.

Se da una parte vi è chi sta svolgendo un ottimo lavoro fornendo con chiarezza informazioni, materiali, spiegazioni sia ai ragazzi che ai genitori, che in questo modo si sentono sostenuti e rassicurati, dall’altra ci sono molte situazioni in cui i genitori si trovano smarriti perché le uniche informazioni che ricevono derivano dal registro elettronico che è uguale per tutti; pertanto appare evidente come i compiti assegnati non siano pensati e regolati sul singolo alunno.

La situazione che stiamo vivendo è veramente complicata, sotto tanti punti di vista, per tutti; siamo alla ricerca di un nuovo modo di vivere le nostre realtà e tentiamo pian piano di abituarci ad esso, ma nel frattempo tutti noi che ci troviamo a lavorare con queste realtà, abbiamo il dovere di continuare a sostenere nel miglior modo possibile questi ragazzi, non solo nell’area della didattica ma dobbiamo essere in grado di fargli sentire anche la nostra vicinanza emotiva. Considerando tutto, probabilmente quelli più smarriti sono proprio loro!

È sicuramente molto importante garantire la continuità didattica e una certa routine che in qualche modo diano un po’ di stabilità ai nostri ragazzi, ma non dobbiamo dimenticare quello che sta succedendo al di fuori delle mura domestiche; la situazione non è una situazione di normalità e non va trattata come tale. Non vi è alcuna necessità di riempire questi ragazzi di compiti e di scadenze che possono solo contribuire ad aumentare uno stato d’ansia generale che è già presente in ogni famiglia. Vanno tenute in considerazione le situazioni specifiche che possono contraddistinguere ciascun nucleo familiare, cominciando dal numero di figli, che aumenta ovviamente ancor di più il carico di lavoro.

In questo periodo, accanto ad un quantitativo di compiti adeguato, sarebbe consigliato magari proporre delle attività che mirino a potenziare alcune abilità e competenze (vale sicuramente per i ragazzi con determinate difficoltà, ma credo possa portare benefici a tutti i ragazzi in generale), attività che risultino più leggere e più giocose. In giro sul web ci sono molti siti affidabili che mettono a disposizione gratuitamente esercizi di questo tipo.

Sappiamo perfettamente che la situazione è difficile, se non addirittura drammatica, ma è proprio in momenti come questi che possiamo scoprire qualcosa di nuovo, stimolante, che possa avvicinare i genitori ai figli, gli insegnanti ai propri alunni, scoprendo insieme nuove strade, ma anche una maggiore vicinanza emotiva nonostante la distanza.

Questo momento è complesso, la lontananza e la quarantena rappresentano una dura prova per tutti, però dobbiamo andare avanti perché, quando tutto ciò sarà finito, forse sapremo apprezzare maggiormente il valore sia dei piccoli traguardi che del lavoro quotidiano che tutti noi svolgiamo.

L'articolo è stato scritto da...

DR.SSA LARA SCOTTO DI VETTA
Psicologo dello sviluppo, Psicodiagnosta, 
Counselor ad orientamento umanistico-esistenziale

A MenteSociale si occupa dei Servizi DSA&ADHD, dalla valutazione alla riabilitazione

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