Iscriviti alla Newsletter di MenteSociale!

Email

Il tuo nome:


Le donne con endometriosi soffrono di una condizione ginecologica cronica che può influire in maniera significativa sulla qualità della loro vita.
Le complesse manifestazioni sintomatologiche che caratterizzano in alcuni casi la patologia, possono avere ripercussioni su aspetti psicologici, relazionali e sessuali influenzando la percezione che le donne hanno di sé, del vivere con questa patologia, e delle modalità per fronteggiarla. 
In questo primo articolo sul tema dell’endometriosi viene proposta una descrizione introduttiva, concentrandosi sulla sintomatologia, sulla diagnosi e su alcune terapie con cui è possibile intervenire. Infine, vengono affrontate le possibili ripercussioni dal punto di vista psicologico ed emotivo.

 L’endometriosi è una patologia ginecologica cronica, caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale in siti esterni all’utero, più comunemente nella cavità pelvica. Si tratta di una malattia molto diffusa che colpisce le donne in età fertile: circa 150 milioni di donne nel mondo ne sono affette, 14 milioni in Europa e 3 milioni in Italia. Colpisce maggiormente le donne in età fertile con un picco tra i 30 e 40 anni, anche se recenti indagini riportano un abbassamento dell’incidenza media anche tra i 25-35 anni. La sintomatologia raramente si manifesta prima del menarca, e tende a scomparire con la menopausa.

Il quadro sintomatologico di questa malattia è molto vario ed il dolore pelvico rappresenta il principale problema clinico, manifestandosi come dismenorrea (mestruazioni dolorose), dispareunia (dolore all’inizio o durante i rapporti sessuali), dolore ovulatorio e dolore pelvico cronico.
Si tratta di una patologia invalidante che compromette in maniera significativa la qualità della vita. Un aspetto fortemente colpito nelle donne con endometriosi è la sfera sessuale, tematica che verrà affrontata in maniera più approfondita nel prossimo articolo. Inoltre, il dolore genito-pelvico è un problema ancora poco conosciuto che comporta un forte impatto economico nella società: le donne spendono molto tempo e denaro per cercare una cura arrivando spesso molto tardi a una diagnosi certa, quando possibile, dopo una lunga storia di trattamenti spesso inefficaci.

Le cause dell'endometriosi

L’origine della patologia non è ad oggi del tutto chiara, ma esistono diverse correnti di pensiero rispetto alle cause. Possiamo parlare di una eziologia multifattoriale che include: la predisposizione genetica, le anomalie del sistema immunitario, i fattori anatomici, ed i fattori ambientali (diossine). L’endometriosi è classificata in quattro stadi di gravità secondo le direttive dell’American Fertility Society: viene valutata la dimensione, la posizione, ed il numero di lesioni endometriosiche.

Il dolore pelvico rappresenta il principale problema clinico della malattia, manifestandosi come dismenorrea, dispareunia, dolore ovulatorio, dolore pelvico cronico e, meno frequentemente, disuria e dischezia (emissione dell’urina e defecazione dolorose e difficili). Altri sintomi associati sono dolore cronico addominale inferiore, ipersensibilità lombare, infertilità, e sindromi psicopatologiche (depressione, ipocondria, nevrosi d’ansia).

Inoltre, il trauma fisico e psicologico collegato ad una diagnosi spesso tardiva di endometriosi, può contribuire allo sviluppo di disturbi dell’umore o disturbi d’ansia, un alto livello di alessitimia (ridotta consapevolezza emotiva) e sintomi ossessivo-compulsivi.

Nonostante la crescente consapevolezza sintomatologica legata all’endometriosi, si verificano spesso ritardi importanti nella diagnosi che variano dai 6 ai 10 anni. Uno dei motivi di tale ritardo è la significativa sovrapposizione di questi sintomi con altre condizioni come: la malattia infiammatoria pelvica, le aderenze pelviche, la sindrome dell’intestino irritabile, la cistite interstiziale, la depressione. La diagnosi di endometriosi avviene inizialmente attraverso un’anamnesi e valutazione dei sintomi del paziente per proseguire poi con un esame obiettivo ginecologico e le indagini strumentali e di laboratorio. La conferma avviene grazie all’ispezione visiva e all’esame istologico del tessuto asportato durante la laparoscopia, per poter poi procedere con la scelta di un trattamento medico o chirurgico appropriato.

Come si tratta l'endometriosi

L’endometriosi può essere trattata clinicamente o chirurgicamente.

In una fase iniziale della malattia la terapia medica con pillole contraccettive (OCP) e farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) può essere un buon punto di partenza. Questa malattia colpisce le donne in età fertile e si associa all’attività ovarica ciclica, quindi ottenere l’amenorrea (mancanza di mestruazioni) tramite la soppressione ormonale è uno dei metodi per il trattamento della malattia e dei suoi sintomi. I contraccettivi orali risultano efficaci nel trattamento del dolore, in particolare la dismenorrea, e nella riduzione degli endometriomi di dimensioni contenute.

I FANS dovrebbero essere efficaci nel trattamento del dolore legato all’endometriosi soprattutto per condizioni come la dismenorrea semplice e dolore pelvico lieve. L’ibuprofene ed il naprossene, principi attivi di farmaci comunemente molto utilizzati, sono spesso scelti come agenti di prima linea in quanto prontamente disponibili come farmaci da banco, poco costosi ed hanno un profilo di effetti collaterali favorevole.

L’intervento chirurgico nell’endometriosi è messo in atto quando le pazienti non ottengono risultati o non tollerano la terapia medica, consentendo sia la diagnosi definitiva della patologia sia il trattamento, a cui purtroppo si arriva dopo lunghi iter diagnostici e numerosi tentativi terapeutici spesso fallimentari. 

La laparoscopia è una tecnica chirurgica mini-invasiva (avviene senza l’apertura della parete addominale, utilizzando piccole incisioni sulla cute) utilizzata per confermare o escludere il sospetto di una patologia, oppure per prelevare campioni di tessuto da sottoporre ad una biopsia. La chirurgia definitiva per endometriosi consiste nell’isterectomia solitamente riservata alle donne con sintomi molto debilitanti che hanno terminato una gravidanza e nelle quali altre terapie mediche o la chirurgia conservativa non hanno avuto risultati, per donne quindi che non desiderano preservare la propria fertilità.

L'intervento clinico e psicologico sull'endometriosi

Come abbiamo visto, i sintomi dell’endometriosi possono essere molto pervasivi ed andare a influenzare, oltre alle condizioni fisiche, il funzionamento psicologico e sociale, rendendo tale patologia una condizione invalidante che può compromettere in maniera significativa il benessere psicologico-emotivo delle pazienti.

Le donne con endometriosi possono soffrire maggiormente di stress emotivo, ansia e depressione rispetto alla popolazione generale: manifestano disagi legati al non poter far fronte al dolore e sperimentano solitudine e ritiro, a causa dell’isolamento sociale che deriva principalmente dall’impossibilità di comunicare la propria condizione alla famiglia, a lavoro o al proprio medico, per paura di non essere credute o accettate.

Un intervento di tipo psicologico o psicoterapeutico può, quindi, essere importante per accompagnare la paziente nell’affrontare le diverse fasi legate alla malattia, attraverso uno spazio di ascolto, contenimento e supporto.

Partendo da una corretta informazione sulla malattia, si potrà lavorare sull’implementare strategie adattive per far fronte allo stress e rispondere ad eventuali difficoltà emotive sia personali che legate alla vita familiare, di coppia o lavorativa.

L’endometriosi è una patologia complessa che richiede un trattamento che unisca la componente medica a quella psicologica per poter garantire la salute e soprattutto il benessere della donna. A tal proposito è importante l’intervento di un’equipe multidisciplinare che contempli una collaborazione unitaria tra professionisti, diretta alla comprensione dei vari aspetti che riguardano l’individuo in un’ottica integrata.

L'articolo è stato scritto da...

DR.SSA CHIARA QUARTA 
Psicologa, membro dello Staff Psicologico di MenteSociale aps


 

Pin It

Per contattarci o venirci a trovare...

MenteSociale è un ente del terzo settore (CF: 97992540589) e ci occupiamo del benessere psicologico della persona, la coppia, la famiglia
Indirizzo dello studio: Ci troviamo a Roma, nel quartiere di Centocelle, in Via dei Castani 170
ideaCon i mezzi pubblici lo Studio è vicino a: metro C fermata Gardenie, Tram 19 e Tram 5, numerose linee di bus
Email:
info@mentesociale.it  Telefono: 0664014427

ideaPer prenotarsi, prendere un appuntamento o chiedere informazioni vi ricordiamo che
MenteSociale è aperta al pubblico nei seguenti giorni e orari:
dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00. Il martedì anche dalle 16.00 alle 19.00

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.