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Articoli

Articoli professionali di Psicologia, Sessuologia,Crimonologia, Sociologia, per capire meglio quello che stiamo vivendo, affrontando, condividendo. 

Riflessioni personali su ciò che ci circonda o su tematiche attuali. 

Recensioni cinematografiche o bibliografiche su ciò che abbiamo visto o letto. 

display imageL'obesità infantile è un problema che sta avendo crescente rilevanza sociale.

Il fenomeno, su cui ci allertano i più autorevoli nutrizionisti (in Italia colpisce un bambino su quattro), è il risultato di un bilancio energetico positivo protratto nel tempo: in sintesi si ingeriscono più calorie di quante se ne consumano. 

alleviMe ne sono innamorata. Di lui e del suo pianoforte. Giovanni Allevi è una rivelazione, è la dimostrazione di quanto  le parole siano inutili, inservibili al cospetto della maestria, del sentimento, dell’eleganza tecnica, di tutti gli ingredienti che elevano un musicista al rango di Genio indiscutibile. Eppure accessibile, modesto, quotidiano.

Rabbia 2La rabbia è certamente un’emozione universale, ad ognuno di noi sarà capitato di farne esperienza! Il fatto che sia così diffusa, non la rende tuttavia più facile da comprendere né, tanto meno, da gestire e questo certamente vale sia quando ci si trovi a sperimentarla in prima persona, che quando si vestono invece gli sfortunati panni dei destinatari della stessa. Quale sarà la strategia più funzionale? E poi ancora, quando ad essere arrabbiato è qualcuno con cui siamo in relazione, una persona per noi importante, come un partner o un figlio, che fare? In questo articolo proviamo a darci delle risposte.

sculturaLa Scultura è uno strumento utilizzato in ambito psicoterapeutico all'interno principalmente del modello sistemico-relazionale dal quale si origina e si è poi diffuso poi anche in altri ambiti teorici-metodologici della psicoterapia. Ancor prima la Scultura è un fenomeno creativo, artistico, simbolico.

In questo articolo si approfondiscono i legami tra la scultura e creatività e si esplorano le principali carattestistiche che rendono questo strumento unico e significativo.

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 Non è infrequente che alla separazione tra coniugi facciano seguito false accuse di abusi riferite ai padri per penalizzarli rispetto all’affidamento dei figli.
Anche questo è un abuso che peserà sulla vita psichica e relazionale dei figli!

imageLa cosa più difficile, forse, nel fare bene il mestiere di padre, sta proprio nell' accogliere, fare spazio, alla figura paterna dentro di sé e nella propria vita. E quindi, innanzitutto, nell' accettarsi come figli, tranquillamente grati di ciò che dai nostri padri abbiamo ricevuto. Pronti a perdonare ciò che non hanno saputo o potuto darci. (C. Risè, 2009, Il mestiere di Padre)

bigenitorialita 75298.660x368Ma a dodici anni dall’entrata in vigore della riforma sul diritto di famiglia quale è effettivamente il ruolo dei padri?

All’assegnazione formale dell’affido condiviso che ha trovato effettiva applicazione, è seguita una assegnazione sostanziale?

Ne parliamo da un punto di vista giuridico con l'Avvocato di MenteSociale.

captain fantastic

Spesso quando si parla di padri, si parla di genitori assenti o poco coinvolti nel mondo emotivo, sociale e di crescita del proprio figlio. Captain Fantastic parla invece di presenza paterna, di unità, di coesione e di intimità familiare; grazie ad una prova straordinaria di Viggo Mortensen che riveste il ruolo del padre di questa piccola grande famiglia trovandosi la responsabilità – ed il potere – di guidare e prendersi cura di 6 figli con età ed identità tanto diverse, entriamo alla scoperta di un modo paterno fatto di sicurezze e intransigenze, di regole e di direzionalità precise, ma anche di paure e di intensità crescenti di emozioni, con il senso di inadeguatezza e di impotenza tipiche dell’esser genitori oggi.

 

Musante Francesco 1950 dipinti Sono salito sull albero dei cuori 200912151534251481Raccontare storie è una pratica che ognuno di noi conosce bene.
Nell’esperienza personale di ciascuno non sarà difficile rintracciare il momento in cui ci si è trovati a pronunciare o ad ascoltare la classica formula “c’era un volta…” e a seguire le vicende di personaggi più o meno reali, intenti a compiere azioni più o meno possibili.
Se si prova ad allargare un po’ lo sguardo sarà possibile rendersi conto di come continuamente si è in contatto col racconto di storie, entrando nelle nostre vite sotto forma di aneddoti o resoconti. Cos’è che rende questa pratica così diffusa?
(image by Musante, 1950)

bullying

L'articolo affronta il fenomeno del bullismo da un punto di vista sociologico. I punti affrontati sono: gli studi sul bullismo, il ruolo di scuola e famiglia, l'effetto branco.

10. bricolage occhi 8Tutti, ed ognuno a suo modo, abbiamo sperimentato cosa significa essere arrabbiati. Anche i bambini si arrabbiano ed è compito dei genitori esser presenti e costruire il proprio ruolo in merito alle esperienze di rabbia vissute con i propri figli. L’articolo prenderà in considerazione da una parte come si esprime la rabbia nei bambini, a cosa serve e quali sono i lati positivi di questa emozione e dall’altra come aiutare i genitori a sostenere, gestire e far esprimere la rabbia del bambino. 

emozionesentimentiCrisi di pianto, scoppi d’ira, rabbia esplosiva…questi comportamenti spesso frequenti tra i bambini possono mettere in difficoltà genitori ed insegnanti; in realtà rappresentano delle preziose opportunità per aiutare i piccoli a sviluppare la propria intelligenza emotiva, grazie ad alcuni esempi e suggerimenti pratici che verranno forniti nel corso dell’articolo.

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In una società in continuo cambiamento, in cui i matrimoni diminuiscono ed i divorzi aumentano, di cosa ha bisogno una solida relazione di coppia? E come un terapeuta può intervenire per aiutare una coppia in crisi?

Nel corso dell’articolo verranno illustrate alcune dimensioni fondamentali del cosiddetto patto di coppia, spesso fonte di insoddisfazione e conflitto, nodi su cui lavorare in terapia per la definizione di un nuovo quid por quod.

Tra le tante discipline che hanno avuto come oggetto di studio il fenomeno della criminalità, con particolare riferimento alla delinquenza minorile, acquistano notevole rilevanza i contributi che ci provengono da Psicologi e Psicoanalisti.
Questi, partendo da un approccio centrato sulla singola persona, hanno formulato numerose teorie avvalendosi nel caso specifico della devianza minorile di particolari strumenti clinici: i test di personalità. 
Nell'articolo che segue, vedremo tali strumenti alla luce delle diverse teorie psicologiche che negli anni si sono occupate di devianza e criminalità minorile.

dialogoLa comunicazione oggi ha perso valore. Un valore non solo sociale e culturale, ma anche psicologico ed emotivo. Difficilmente si trova il tempo per dialogare e confrontarsi, condividere i propri desideri ed emozioni. Eppure una buona comunicazione è uno dei pilastri fondanti in un rapporto di coppia che sia soddisfacente.

L’articolo passa in rassegna i più frequenti “errori comunicativi” commessi in una relazione di coppia, aiutandoci a comprendere meglio dove sbagliamo e come riuscire ad utilizzare in modo più efficace le nostre parole per rendere maggiormente  sereno e soddisfacente il rapporto di coppia attraverso da un buon dialogo con l’altro.

 

immagine“ Forse per comprendere le malattie dell’animo dobbiamo comprendere le malattie del mondo” ( J. Hillman)

La psicologia ambientale si occupa dello studio del comportamento umano in determinate condizioni ambientali, delle relazioni socio-fisiche che influenzano le condizioni di benessere individuale.

Will Smith è semplicemente un sorridente vulcano di energia. Sa ballare, recitare, divertire ed ora anche commuovere. Lo incontriamo al Westin Excelsior di Roma, in occasione della conferenza stampa de La Ricerca della Felicità, a cui partecipano anche l’autore dell’omonimo romanzo Chris Gardner (che è produttore associato del film, ma s’improvvisa dispensatore di saggezze e paterni auguri) e il nostrano regista Gabriele Muccino, reduce entusiasta dal suo personale “american dream”.

A che punto siete con la vostra Ricerca della Felicità?muccino e smith
Will Smith: Credo che ogni Ricerca della Felicità parta dall’avere rispetto prima di tutto nei propri confronti. Ogni tanto mi guardo da fuori e mi chiedo: io, mi rispetto? Se la risposta è sì, allora, ecco, posso dirmi felice.
Gabriele Muccino: Il viaggio stesso è la nostra vita. Il momento stesso in cui siamo felici è molto breve, sfugge via non appena lo raggiungiamo. E’ l’assenza della felicità che ci fa agognare la felicità medesima, secondo me.
Chris Gardner: Non potrei essere più d’accordo con loro: la felicità non è un punto d’arrivo, ma un viaggio, qualcosa che va e viene come la marea. Sono felice perché sono sano, sono un genitore single di due ragazzi speciali che però riflettono i miei valori: questo mi riempe di gioia.

Muccino, ci racconti di questa sua esperienza professionale in America.  

G. M.: E’ stato emozionante, anche se all’inizio ero spaventato dall’invasività della macchina hollywoodiana, poi invece ho capito che era perfettamente gestibile con un po’ di diplomazia e accettando qualche compromesso. La sceneggiatura ad esempio era solida, aveva intuizioni toccanti, ma poi abbiamo fatto tutto un lavoro di rifinitura con i produttori. Inizialmente c’era un altro finale, più commovente sulla carta, ma io sentivo che bloccava la storia, così ne ho girato un altro che nell’ultimissima sequenza mostra anche Gardner che attraversa la strada.

Dov’è secondo lei il tocco europeo, in questo film americano?   
G. M.: Io ho voluto raccontare una storia americana in modi americani. Loro hanno un pensiero materialista, consumista, capitalista e individualista. Per ogni americano, farcela è il motivo fondamentale ed esistenziale della propria vita. Noi veniamo da molto più lontano di loro, per questo forse nel nostro paese non è così. Quella americana, è una società che divide la gente in loosers e winners, perdenti e vincenti, chi ce la fa e chi non ci riesce. Ho osservato con occhio vergine una realtà cinica, provando a raccontarla con una sensibilità europea. Però l’ho voluta narrare in modo americano, ripeto, per loro doveva essere riconoscibile. Io non ho vissuto i loro anni 80!



Mr. Smith, due domande in una: cosa pensa del film e come si è trovato a lavorare con suo figlio.
W. S.: Questo film è stato presentato come il sogno americano, io penso sia piuttosto il sogno UMANO. Un sogno che racconta come la sofferenza non sia gratuita, ma punti sempre alla felicità. Recitare con mio figlio Willow [secondo su tre, n. d. R.] è stato bellissimo, trascorrevamo insieme 12-13 ore al giorno, è stata per me un’occasione unica per mostrargli ciò che so fare meglio al mondo, il mio lavoro d’attore. Ogni bambino dovrebbe passare una giornata guardando il proprio papà al lavoro. Questo è quello che definisco sogno umano; quando Gabriele mi ha mandato “Ladri di biciclette” l’ho capito ancora meglio. E’ prendersi cura dei bambini, della famiglia, fare di tutto pur di portare a termine il loro obiettivo. Proteggere i nostri figli e i nostri cari è un istinto primordiale e universale. Tutti facciamo progetti e nutriamo speranze per loro, in questo mondo tanto difficile. Ogni giorno, del resto, noi ci svegliamo perché speriamo che oggi sia meglio di ieri. Questa speranza è l’essenza del “sogno americano”. L’altra faccia del sogno è la potenzialità dell’incubo, mentre la controparte della speranza è la paura. Ed ecco, questo film, in cui credo di aver dato la mia migliore performance professionale, racconta di paure e si chiude con uno spiraglio di speranza.

Tuttavia, la differenza fra sopravvivere e diventare ricchi è grandissima. Siete stati attenti a renderla adeguatamente nel film?

G. M.: Certamente. C’è sempre una barra che può essere posta ancora più in alto: il protagonista alla fine vuole dimostrare a se stesso che senza un diploma può sognare, valere, diventare una persona grande. Un uomo nero, inoltre, in America non ha una vita facile, c’è ancora molto razzismo, è una sfida contro tutti, persiste il retaggio di essere declassificati, disistimati, sottovalutati, ghettizzati. Chris ce l’ha fatta ed è arrivato ancora più in alto. Questo non è un film su come si diventa ricchi, ma su come si sfida se stessi.
C. G.: La mia ambizione da giovane non era far soldi, ma eccellere in una cosa. Una determinazione che mi ha istillato mia madre: voler primeggiare, sentirmi bravo in qualcosa.
W. S.:Credo ci sia un malinteso sulla prospettiva del “sogno americano”, io stesso ne vivo in parte: amo il mio lavoro, adoro recitare, far ridere la gente… in America quando riesci a primeggiare in qualcosa, i soldi sono un naturale risultato. Non c’è una caccia ai soldi, ma una voglia di essere i migliori. A quel punto il successo è una conseguenza. I soldi non sono automaticamente l’obiettivo, non si può vivere per quello soltanto, ma per credere che ce la farai, amando qualcosa che fai.

Perché è stato scelto proprio Muccino per la regia?
W. S.: Avevo visto il suo “Ultimo bacio” e lo ritengo tuttora un film potente. E poi mi ha insegnato tante cose, su tutte questa frase: “No no no. Faceva schifo” [letterale in italiano! N.d.R.]. Per questo sono onorato di essere qui, aspettavamo da tempo di portare questo film nella patria di Gabriele. E poi penso di dover comprare un appartamento a Roma, perché la amo!

[Prende la parola Andrea Guerra, presente in sala, che ha curato le musiche del film]
Andrea Guerra: Credo che il tocco di Gabriele sia stato spostare il tiro su una sorta di critica della società, con un’ammirazione particolare per il fortunato che ce la fa. Il mio lavoro è stato essere uno strumento nelle sue mani, ci ha costretto tutti a togliere il senso eroico e mantenerci più vicini alla storia. Per questo si può parlare di neo-realismo nel film.

Ecco, cosa ci dite a proposito dell’intenzione realistica dichiaratamente perseguita nel film?
G. M.: Avevo paura di portare un velo di sentimentalismo e dolciume nella storia, allora ho fatto di tutto per far sì, ad esempio, che ogni senza tetto sul set fosse un vero senza tetto. Non volevo nessuna manipolazione della povertà: gli ambienti dove dorme Will nel film sono gli stessi dove dormono tuttora gli homeless. Anche il fatto di avere Gardner vicino a me durante le riprese mi faceva ricordare che non si trattava di un gioco, ma di una realtà drammatica di chi in America non ce la fa. E io non potevo tradirla.
C. G.: Sono orgoglioso di questo lavoro cinematografico, ha catturato l’essenza della passione e dell’impegno della mia vita. Certo, libro ci sono più dettagli, approfondimenti ed elaborazioni sulla mia vita.

Come mai non ci sono di fatto veri amici all’interno della storia?
W. S.: Chris non è originario di San Francisco, quindi non aveva conoscenze lì e inoltre c’era la volontà specifica, da parte sua, di non voler chiedere aiuto a nessuno.
C. G.: E’ tutto scritto nel libro, comunque uno dei miei amici più cari è il reverendo [lo stesso presente nel film, n. d. R.], che mi ha aiutato molto.
G. M.: In America il bussare alla porta del vicino non esiste. C’è un grande individualismo ed un’estrema solitudine, piuttosto. Loro hanno dei legami molto più labili dei nostri.

Un’ultima domanda: nella società americana di oggi, rispetto agli anni ’80, sarebbe ancora possibile realizzare un sogno come il suo, Mr. Gardner?
C. G.: …I could do it [= io potrei farcela]!

Ricerca pilota sulle perversioni sessuali soft ed hard, allo scopo di chiarirne la diffusione di condotte parafiliache non patologiche

memoriaAnalisi cognitiva di come viene ricordato un evento e di come questo puo' influenzare la testimonianza da parte di un bambino.

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wpepsicologiaTematiche affrontate negli articoli:

  • Disturbi psicologici dell'adulto e del bambino: disturbi d'ansia, disturbi di personalità, disturbi dell'umore, disturbi alimentari, dipendenze classiche e nuove dipendenze, dipendenza affettiva
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  • Il benessere a scuola: dai metodi didattici e alternativil al ruolo dell'insegnante, dalla gestione dei comportamenti di bullismo ai disturbi del linguaggio
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  • La figura dello Psicologo: dai falsi miti alla spiegazione di cosa fa e di quali sono le caratteristiche di una psicoterapia

 

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  • Il fenomeno dell'immigrazione e la differenza culturale
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  • Sociologia del crimine e comportamenti violenti in un'ottica sociale
  • Sport, mass media e nuove tecnologie
  • Gli adolescenti

 

cinema

Una rubrica di proposte e critiche personali su film diversi per generi, epoche e stili cinematografici. In pillole. Perché il cinema è come una medicina, allucinogeno e  calmante a seconda dei casi, capace sempre di donare a chi lo ama la preziosa sensazione di poter sperimentare altre vite e modi di essere ogni volta diversi.

…Allora, cosa volete vedervi stasera?

“Il cinema? Un mezzo per porre domande”
(Ken Loach)

“Il cinema è l’arte di rievocare i fantasmi”
(Jacques Derrida)

“Il cinema è il modo più diretto per entrare
in  competizione con Dio”

(Federico Fellini)

"Il cinema è un'invenzione senza avvenire"

(Louise Lumiére)

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