diventa fan

Newsletter

Iscriviti alla nostra newsletter per essere aggiornato sulle attività ed i servizi dello studio e sui nuovi articoli di MenteSociale!

imageUn riflessione sulle dinamiche che spesso conducono gli individui alla rinuncia dei propri sogni ma anche una provocazione sulla possibilità di poterli rivalutare ed inseguire.

 

E’ forse lecito sostenere che i sogni della maggior parte degli individui restano per sempre infranti nel cassetto?

Qualche ventennio fa ogni individuo svolgeva in linea di massima una esistenza già segnata, e se da una parte ciò poteva rendergli la vita eccessivamente prevedibile e scontata, dall’altra sembrava essere rassicurante per una armoniosa realizzazione della stessa.

Le possibilità di emergere erano sicuramente più limitate e le scelte di vita erano per lo più ridotte all’esigenza di poter trovare un qualsiasi tipo di impiego e provvedere al sostentamento della propria famiglia .

Il dislivello nelle stratificazione sociale era più netto e l’anagrafe faceva  forse la differenza  nella possibilità di scegliere o modificare l’andamento della propria vita.

Oggi sulla carta chiunque avrebbe la possibilità di compiere la propria ascesa sociale, nonostante le innumerevoli difficoltà che di fatto incontrerebbe lungo il suo cammino, perché il sistema attuale lo consente e le opzioni sembrano essere davvero vaste e le vie di fuga e gli sbocchi professionali davvero innumerevoli.

La possibilità ad esempio di scegliere il paese dove vivere non è necessariamente legato all’esigenza di dover emigrare per trovare un’occupazione  ma dipende da diversi fattori , quale la curiosità e la spinta di seguire nuove mete sociali e culturali e seguire fino in fondo le proprie ambizioni personali e professionali.

Ma la sensazione generale è come se in questo tessuto sociale ci sia un eccesso di informazioni talmente enormi da non riuscire a contenerle ed a selezionarle e se ciò, da un lato disorienta e paralizza l’ individuo, nello stesso tempo gli concede una vasta gamma di scelte e di possibilità da valutare.

Rispetto al passato, dunque,  gli individui sono sicuramente più liberi di mettersi in discussione e di poter decidere di cambiare o reinventare  il proprio destino.

Le complessità attuali, specie nella sfera lavorativa, sembrano tuttavia indurre le persone  ad adattarsi e ad accontentarsi perché forse ritengono, proprio come un tempo, che la soluzione migliore in questa giungla, sia quella di  trovare un porto sicuro dove approdare, perché magari ciò che non si conosce spaventa e disorienta e allora è come se fosse il mondo a scegliere per loro e per la loro esistenza.

Quanti, ad esempio, svolgono in realtà la mansione lavorativa che desiderano o avrebbero desiderato svolgere? Quanto è vero, secondo l’articolo 4 della nostra costituzione,  che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto? Che ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società? Ed al suo progresso individuale e morale chi ci pensa?

Lo scenario attuale più veritiero sembra essere quello della incomprensione, della confusione, dell’ accettazione e della rinuncia, della legittimazione delle proprie scelte nella sfera lavorativa come in quella affettiva.

Teoricamente l’epoca dell’ incertezza, della sospensione, del turbamento, del disorientamento, della disoccupazione, potrebbe però rappresentare un momento di svolta e di messa in discussione della realtà, di una presa di coscienza tale da indurre gli individui ad una percezione diversa, trasgressiva e rivoluzionaria in grado forse di consentire una rivalutazione del proprio sogno lucido e della possibilità di poterlo inseguire.

Rinunciare apparentemente alla felicità, alla stabilità, alla coerenza, alla trasparenza, alla verità, alle persone, potrebbe anche significare godere del potere del disincanto, della consapevolezza e dell’esplorazione di nuovi orizzonti di senso.

Qualcuno un giorno disse:  “ Cerca  il tuo demone e vivi  in suo onore”!

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Contatti

studio mixStudio di Psicoterapia MenteSociale

Via dei Castani 170, 00171 Roma

mail: info@mentesociale.it

Tel. 0664014427
Lo Studio risponde dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 13.00.
In altri orari o giorni è possibile lasciare un messaggio in segreteria, sarete ricontattati il prima possibile.

Responsabile dello Studio: Dr.ssa Laura Catalli - Cell. 3287878571

 

 

 

Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.