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Il sogno infranto

imageUn riflessione sulle dinamiche che spesso conducono gli individui alla rinuncia dei propri sogni ma anche una provocazione sulla possibilità di poterli rivalutare ed inseguire.

 

E’ forse lecito sostenere che i sogni della maggior parte degli individui restano per sempre infranti nel cassetto?

Qualche ventennio fa ogni individuo svolgeva in linea di massima una esistenza già segnata, e se da una parte ciò poteva rendergli la vita eccessivamente prevedibile e scontata, dall’altra sembrava essere rassicurante per una armoniosa realizzazione della stessa.

Le possibilità di emergere erano sicuramente più limitate e le scelte di vita erano per lo più ridotte all’esigenza di poter trovare un qualsiasi tipo di impiego e provvedere al sostentamento della propria famiglia .

Il dislivello nelle stratificazione sociale era più netto e l’anagrafe faceva  forse la differenza  nella possibilità di scegliere o modificare l’andamento della propria vita.

Oggi sulla carta chiunque avrebbe la possibilità di compiere la propria ascesa sociale, nonostante le innumerevoli difficoltà che di fatto incontrerebbe lungo il suo cammino, perché il sistema attuale lo consente e le opzioni sembrano essere davvero vaste e le vie di fuga e gli sbocchi professionali davvero innumerevoli.

La possibilità ad esempio di scegliere il paese dove vivere non è necessariamente legato all’esigenza di dover emigrare per trovare un’occupazione  ma dipende da diversi fattori , quale la curiosità e la spinta di seguire nuove mete sociali e culturali e seguire fino in fondo le proprie ambizioni personali e professionali.

Ma la sensazione generale è come se in questo tessuto sociale ci sia un eccesso di informazioni talmente enormi da non riuscire a contenerle ed a selezionarle e se ciò, da un lato disorienta e paralizza l’ individuo, nello stesso tempo gli concede una vasta gamma di scelte e di possibilità da valutare.

Rispetto al passato, dunque,  gli individui sono sicuramente più liberi di mettersi in discussione e di poter decidere di cambiare o reinventare  il proprio destino.

Le complessità attuali, specie nella sfera lavorativa, sembrano tuttavia indurre le persone  ad adattarsi e ad accontentarsi perché forse ritengono, proprio come un tempo, che la soluzione migliore in questa giungla, sia quella di  trovare un porto sicuro dove approdare, perché magari ciò che non si conosce spaventa e disorienta e allora è come se fosse il mondo a scegliere per loro e per la loro esistenza.

Quanti, ad esempio, svolgono in realtà la mansione lavorativa che desiderano o avrebbero desiderato svolgere? Quanto è vero, secondo l’articolo 4 della nostra costituzione,  che la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto? Che ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società? Ed al suo progresso individuale e morale chi ci pensa?

Lo scenario attuale più veritiero sembra essere quello della incomprensione, della confusione, dell’ accettazione e della rinuncia, della legittimazione delle proprie scelte nella sfera lavorativa come in quella affettiva.

Teoricamente l’epoca dell’ incertezza, della sospensione, del turbamento, del disorientamento, della disoccupazione, potrebbe però rappresentare un momento di svolta e di messa in discussione della realtà, di una presa di coscienza tale da indurre gli individui ad una percezione diversa, trasgressiva e rivoluzionaria in grado forse di consentire una rivalutazione del proprio sogno lucido e della possibilità di poterlo inseguire.

Rinunciare apparentemente alla felicità, alla stabilità, alla coerenza, alla trasparenza, alla verità, alle persone, potrebbe anche significare godere del potere del disincanto, della consapevolezza e dell’esplorazione di nuovi orizzonti di senso.

Qualcuno un giorno disse:  “ Cerca  il tuo demone e vivi  in suo onore”!

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Pensieri d'autore

 

...Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero,
l'appartenenza a un che, ma senza perchè.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

 

Wislawa Szymborka, "Scrivere il curriculum", 20121256671210_start-here-gnome-pink

 

 

...Ma l'ansietà di un nuovo stato, o forse il nervosismo che le causava la presenza di quell'uomo, erano bastati a convincerla che fosse finalmente sua quella meravigliosa passione fino ad allora vaga e planante nel fulgore dei cieli poetici come un grande uccello dalle piume rosate; e adesso non poteva capacitarsi che la calma in cui viveva fosse la felicità tanto sognata.
Flaubert in "Madame Bovary", Mondadori, 2009
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Caro amico - mi aveva detto due giorni appresso - sia Charcot sia i nostri due di Rochefort, invece di analizzare il vissuto dei loro soggetti e chiedersi che cosa voglia dire avere due coscienze, si stanno a preoccupare se si possa agire su di loro con l'ipnotismo o con le barre di metallo...
U. Eco in "Il cimitero di Praga", Bompiani, 2010
 
 
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...I ammiro soprattutto l'inevitabilità di una sequenza
che si fissa come un fotogramma nell'eternità, un effetto
a rallentatore dello svolgersi del destino.

E. Berselli in "Il più mancino dei tiri", Il mulino, 1995
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...La vita è così, è piena di parole che non valgono la pena,
oppure la valevano e non la valgono più,
ognuna di quelle che pronunceremo toglierà il posto a un'altra più meritevole,
che lo sarebbe non tanto di per sè quanto per le conseguenze di averla detta ....

J. Saramago in "La caverna", ET Einaudi,  2000
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..."A volte le cose più reali succedono solo nell'immaginazione, Oscar" disse lei.
"Ricordiamo solo quello che non è mai accaduto"...

C. R. Zafòn in "Marina", Mondadori,  2009
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...E'tipico dell'amore rendere inesistenti le persone amate, e obbligare le persone che le amano a dimostrare continuamente che esistono.
Perchè quando uno si innamora non è mica tanto convinto che quello che gli sta succedendo sia vero.
Gli innamorati sospettano della realtà, tengono gli occhi sempre aperti: è per questo che dormono pochissimo.
Quando ricevono la telefonata che aspettano da ore praticamente parlano coi fantasmi.
Se vi capita, come a me adesso, di ricominciare a respirare normalmente quando sentite la voce del fantasma, cominciate a preoccuparvi.

D. De Silva in "non avevo capito niente", Einaudi, 2007
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...Una lettera non dice quello che vuole dire solo con la scrittura.
Si può leggere la lettera anche annusandola, toccandola,
palpandola, proprio come un libro.
Perciò le persone intelligenti dicono: leggi, vediamo cosa dice la lettera.
Le persone stupide invece dicono: leggi, vediamo cosa scrive.
L'abilità sta nel leggere tutta la lettera, non solo il testo".

O. Pamuk in "Il mio nome è rosso", Einaudi,  20051256671210_start-here-gnome-pink

...Nella vita uno non porta scritto sul viso i sentimenti che sta provando;
io sono un regista e cerco di esporre al pubblico lo stato d'animo di questa donna
unicamente attraverso i mezzi del cinema [...].
Ora, grazie alla macchina da presa, il pubblico entra a far parte della scena
e bisogna soprattutto evitare che la macchina da presa divenga improvvisamente
distante e obiettiva, altrimenti si distrugge l'emozione che è stata creata".

A. Hicthcock in "Il cinema secondo Hicthcock", di F. Truffaut, 1993
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...Due fette sottili di prosciutto crudo affumicato,
setose e fluide nelle pieghe languide, un pò di burro salato, un pezzo di pagnotta.
Un'overdose di vigorosa morbidezza: improbabile ma squisita. 
Un altro bicchiere dello stesso vino indimenticabile.
Prologo stimolante, incantevole, elettrizzante....

M. Barbery in "Estasi culinarie", Edizioni e/o,  20071256671210_start-here-gnome-pink