lettera D

Buongiorno, mi chiamo Claudio, ho trovato il vostro contatto tramite internet. Vorrei avere un suo aiuto se possibile in modo tale da potermi consigliare la soluzione migliore. Sabato scorso durante la giornata, causa di vari pensieri accumulati ed a causa di una mia invenzione mentale di poter perdere l'amicizia di una cara amica, ho avuto episodi di pianto con un blocco. Nelle giornate di domenica e lunedì tali episodi sono diminuiti ma si sono intensificati nel senso che oltre ad un minimo pianto ho avuto sensazioni di mancanza d'aria e indurimento di gambe e braccia... episodi di breve durata. 

Dalla giornata di martedì tali crisi non ci sono più state, ma ad oggi (7gg dall'ultimo evento) a momenti provo senso di preoccupazione.
Premetto che la situazione cardine con la mia amica non si è risolta del tutto, anzi tale mio stato crea un difficoltà nel riprendere serenità nel rapporto. Resto in attesa di un suo riscontro. Ps in questi gg sto prendendo pillole di valeriana. Distinti saluti  
(Claudio).

Risposta della dr.ssa Giuseppina Corso:
lettera R

Caro Claudio, mi spiace per la situazione che sta vivendo, a volte i pensieri preventivi che nascono dall’aver vissuto episodi simili al suo sono più invalidanti dell’episodio stesso. Da quel che descrive sembra lei abbia vissuto una situazione di forte panico con sintomi di attacco di ansia, forse anche di panico. Nella sua lettera lei parla di diversi “pensieri accumulati”, immagino quindi lei stesse già vivendo uno stato di forte ansia e la lite con la sua amica, che spero si risolva quanto prima, è diventata la classica goccia che fa traboccare il vaso. Certo litigare con persone care non piace a nessuno e non è sempre semplice esprimere le proprie emozioni in situazioni simili, quando poi ci è difficile in generale sentire come stiamo e condividerlo, le emozioni cercano altre strade per avere la giusta attenzione. A giudicare dalla reazione che ha avuto, il pianto incontrollabile di cui parla, doveva essere molto triste per quel che era successo, mi chiedo allora se si sia dato la possibilità di “sentire” questa tristezza e comunicarla alla sua amica … Il suo corpo forse ha deciso per lei, obbligandola a fermarsi e vivere quell’emozione. La invito allora a concentrarsi meno sui sintomi, nonostante lo spavento che ci fanno vivere, e più sulle sue emozioni, a interrogarsi su cosa stia succedendo in lei e cosa le sta chiedendo la sua mente bloccando il corpo con questa rigidità. Come primo passo provi a parlare con la sua amica di quello che sta provando e di quanto difficile sia per lei immaginare di perdere quest’amicizia cui evidentemente tiene tanto. Si ascolti prima che il corpo la obblighi a farlo ….

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