lettera DMi chiamo Alessandra, ho 26 anni. Scrivo per alcuni problemi che ultimamente stanno letteralmente rovinando la mia vita. Premetto che il mio malessere è andato via via peggiorando dalla recente perdita di una persona a me molto cara avvenuta poco più di un anno fa. I miei problemi riguardano la sfera sentimentale e quella familiare: sono fidanzata da 5 anni con un ragazzo, siciliano come me, ma che abita a Milano. Dapprima il nostro rapporto sembrava essere meraviglioso nonostante le problematiche legate ai km che ci separano; nel tempo, però ho cominciato a "soffrire" la distanza e ad accorgermi che per lui non fosse poi un problema così grande. Io so di essere una persona molto insicura, che ha paura dell'abbandono e che spesso si spiega le cose secondo questi difetti.

Ho cominciato a parlarne con lui, a fargli capire quanto sia un problema per me questa situazione, ma sono stata trattata con leggerezza e superficialità. Nel tempo sono diventata più fredda nei suoi confronti, anche perchè con la perdita che ho subito avrei voluto avere accanto qualcuno che mi aiutasse. Invece il rapporto non è cambiato per niente; abbiamo continuato a vederci solo nel weekend come se nulla fosse successo. A gennaio però ho conosciuto una persona, un ragazzo che chiamerò D., forse per colmare il vuoto che il mio ragazzo mi lasciava continuamente, dandomi spiegazioni poco credibili. L'ho tradito fino a quando non è nato qualcosa tra me e questo ragazzo. Con D. ho provato emozioni forti, fortissime, ho creduto di essermi innamorata; lui è pazzo di me, mi ha dato mille dimostrazioni e mi ha  chiesto di stare con lui, di iniziare qualcosa di serio con lui. Da lì sono iniziati i miei problemi, perchè tutte le certezze che avevo sui miei sentimenti per lui sono diventate dubbi. Ad oggi non sono riuscita ad allontanare il mio ragazzo, a staccarmi da lui. Gli voglio un mondo di bene, non voglio farlo soffrire, ma lo stesso voglio per D.. Non so scegliere, non so separarmi da niente e da nessuno, ho paura di pentirmene anche se oggettivamente stare con D. migliorerebbe la mia vita. A fine luglio, il mio fidanzato mi ha chiesto di scendere, come tutti gli anni, in Sicilia con lui per le vacanze; sono stata un pò restia ad accettare, sia per D. sia perchè sarei dovuta scendere anche con la sua famiglia che non mi ha mai vista di buon occhio (credono non sia all'altezza del figlio, non per istruzione o che, anche perchè sono laureata da 3 anni e sto finendo la Specialistica, ma per i pregiudizi che hanno sulla mia situazione familiare che non è per niente semplice e serena). Alla fine ho accettato e sono partita per la Sicilia con lui, con tanta amarezza nel cuore, perchè sarei dovuta stare lontana da D. per molto tempo. In vacanza, infatti, ho avuto parecchi screzi con i suoi genitori, uno in particolare, che mi ha fatta sentire come in prigione per tutto il tempo. Mi hanno offesa pesantemente, toccandomi nel mio punto debole, la perdita di quella persona cara a cui mi riferivo prima. D. in tutto questo ha cominciato a non sopportare più questa situazione, di dovermi dividere con un'altra persona. Litigavamo spesso anche da lontani, tramite messaggi. Decidevamo spesso di non sentirci più, per non farci più del male, ma senza mai riuscirci. il giorno che sono ritornata a Pavia, nella notte tra il 6 e il 7 settembre, ha preteso di vedermi subito dicendomi che gli sono mancata troppo. Non sono riuscita a dirgli di no. Dopo un lungo abbraccio abbiamo iniziato a parlare di questa situazione fino a concludere per l'ennesima volta che era meglio chiudere il nostro rapporto.
Non lo sento da 2 giorni e mi sento impazzire. Non so come comportarmi, cosa scegliere, come fare a prendere una decisione definitiva senza dovermene pentire. Ho bisogno di aiuto, sono mesi che soffro di insonnia, che non provo gioia in nulla, sono sempre triste o nervosa e non riesco a fare più progetti per il mio futuro. Credo che il problema non sia il dover scegliere, ma il dovermi separare da uno dei due. Forse la perdita che ho subito e il mio carattere insicuro si riversa su tutte le scelte che devo fare, non so. Vorrei tanto spiegarmi il mio comportamento, le mie reazioni, perchè,nonostante le cose negative che girano attorno alla storia col mio attuale ragazzo, non riesco ad uscirne.
Chiaramente sono stata concisa nel raccontare il mio malessere e la mia situazione, soprattutto quella familiare, che mi condiziona molto. Ci sarebbero milioni di cose da spiegare meglio per comprendere il mio stato d'animo, ne sono consapevole; ma vorrei tanto avere un confronto e un aiuto da parte di qualcuno che mi possa indirizzare verso la decisione migliore.
Sarebbe molto importante per me ricevere una Sua risposta (Alessandra).

 

Risposta della dr.ssa Laura Catalli:
lettera R

Cara Alessandra, ti ringrazio per aver raccontato la tua storia immaginando senz’altro quanto sia stato difficile condensare la sofferenza nella scelta che stai facendo. Scegliere tra una persona che sembra rispondere ai tuoi bisogni ed un’altra con la quale hai costruito un’esperienza relazionale inevitabilmente significativa per te, dato che è così complicato separartene. Nonostante ci siano possibili motivi e spinte per farlo (i problemi con i familiari, la distanza, la difficoltà nell’entrare in sintonia da parte sua con la tua sofferenza e le tue necessità…).

Naturalmente non esiste un’unica interpretazione di ciò che ci sta capitando, quella giusta con la G maiuscola, la Verità, che può indirizzarci al meglio. Di conseguenza partire da un proprio modo di spiegare la situazione che stiamo vivendo può essere molto positivo perché rappresenta un punto di partenza valido per cominciare un graduale cambiamento verso una maggiore serenità personale.
La lettura che fai verso la fine del tuo racconto credo in tal senso sia significativa e potrebbe in effetti esserti utile per capire quale strada di vita intraprendere. “Credo che il problema non sia il dover scegliere, ma il dovermi separare da uno dei due”: cosa rappresentano per te queste due relazioni? Che tipo di bisogni diversi e irrinunciabili per te soddisfano?
A volte non è difficile separarci dalle persone, ma dalle relazioni e dai bisogni che essi rappresentano…
Più avanti inoltre dici: “Forse la perdita che ho subìto e il mio carattere insicuro si riversa su tutte le scelte che devo fare”, è una riflessione molto importante ed è giusto a mio avviso collegare la tua difficoltà nella scelta con il lutto probabilmente non ancora completamente elaborato (ne parli più volte e questo ne è un segnale). Naturalmente diventa in tal senso più difficile separarsi dall’altro perché richiama in noi vissuti legati a grandi tematiche come la Perdita e la Solitudine. Come è il tuo rapporto con entrambe?
Spero che queste prime domande possano essere uno spunto di riflessione per aiutarti nella scelta da fare. Una scelta complessa ma credo irrinunciabile per trovare la giusta serenità.
Una scelta la si fa sempre, in ogni modo e spesso senza rendercene conto. In alcuni casi, come in questo, è invece consapevole, complessa e raccoglitrice di tanti dubbi e domande che potrebbero bloccarci: “avremo preso la strada giusta? E se avessi scelto l’altra…”.
Non a tutte le domande è possibile dare una risposta e non è nemmeno detto che le domande che stiamo ponendo a noi stessi siano quelle più utili per la scelta ma potrebbero attivarne altre in un vortice senza fine.
In questi casi io sono del personale parere che la strada migliore da intraprendere sia quella del cuore: cosa mi piace di più, cosa mi soddisfa o mi dà la serenità che cerco, al di là dei possibili vantaggi e svantaggi (spesso soprattutto razionali) dell’una o dell’altra via.
Perché intraprendere la strada del cuore significa credere in se stessi e nella propria serenità, ascoltandosi finalmente.
Fammi sapere come è andata, in bocca al lupo.

 

 

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