...Nella vita uno non porta scritto sul viso i sentimenti che sta provando; io sono un regista e cerco di esporre al pubblico lo stato d'animo di questa donna unicamente attraverso i mezzi del cinema [...]. Ora, grazie alla macchina da presa, il pubblico entra a far parte della scena e bisogna soprattutto evitare che la macchina da presa divenga improvvisamente distante e obiettiva, altrimenti si distrugge l'emozione che è stata creata". A. Hicthcock in "Il cinema secondo Hicthcock", di F. Truffaut, 1993