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Le violenze endofamiliari

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violenceIl seguente articolo si vuole soffermare su alcuni degli aspetti psicologici sia dell’autore che della vittima delle violenze endofamiliari.

 

 

 

I dati statistici ci dicono che sono 6 milioni 734.000, pari al 31,9% le donne tra i 16 ed i 70 anni che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita:

  • 18,8% le vittime di violenze fisiche,
  • 23,7% le vittime di violenze sessuali,
  • 4,8% le vittime di stupri o tentativi di stupri.

Negli ultimi dodici mesi sono 1 milione 150.000 le donne che hanno subito violenza, pari al 5,4% delle donne dai 16 ai 70 anni.

In particolare

  • il 2,7% delle donne ha subito violenza fisica,
  • il 3,5% violenza sessuale e
  • lo 0,3% stupri o tentati stupri.

 

1 milione e 400.000 donne hanno subito violenza sessuale e fisica prima dei 16 anni in famiglia.

1 milione 400.000 donne hanno subito violenza sessuale e fisica prima dei 16 anni in famiglia, il 6,6% del totale.

Le donne che sono state costrette a subire o a fare attività sessuali dagli sconosciuti prima dei 16 anni sono 1,7%, dai conoscenti l’1,6%.

 

Questi dati agghiaccianti, unitamente agli aberranti fatti di cronaca che vedono sempre più spesso uomini non arrendersi alla perdita del dominio sulle proprie donne e sui figli,  inducono a riflettere su quel particolare tipo di violenza che è tanto più odiosa in quanto consumata da chi dovrebbe essere preposto – già biologicamente - ad amare e difendere la compagna e la prole, nell’ambiente più caro che si possa pensare: la propria casa.

A questi temi è stata dedicata la giornata di studio del 5 marzo svoltasi presso l’Aula di Corte d’Assise del Tribunale di Viterbo, aperta dalla relazione del P.M. dello stesso Tribunale Dr.ssa Paola Conti, moderata dall’Avv. Ginetta Bergodi, Presidente della Sez. Territoriale di Viterbo dell’AIAF, Associazione Italiana Avvocati di Famiglia, con la partecipazione della Dott.ssa Marisa Nicolini, psicologa,psicoterapeuta, Vice-Presidente dell’Associazione “OLTRE IL CONFLITTO”.

Il presente articolo si vuole soffermare su alcuni degli aspetti psicologici sia dell’autore che della vittima delle violenze endofamiliari.

Parlare di violenza di genere è sempre, purtroppo, di grande attualità se è vero che ogni tre giorni una donna muore per le violenze riportate in famiglia, molte donne e minori subiscono quotidianamente violenza domestica, subita e assistita, e i dati che si conoscono sono assolutamente sottostimati per l’ancora enorme reticenza a denunciare.

Violenza endofamiliare, o domestica: una contraddizione in termini, perché la famiglia dovrebbe rappresentare il nucleo degli affetti, del sostegno reciproco, della collaborazione materiale e dell’alleanza emotiva, il luogo dove potersi spogliare delle difese necessarie nella società, per lasciarsi andare ed essere finalmente se stessi.

Ma lavorando quotidianamente con gli individui e le famiglie ben sappiamo che questo non avviene  e, anzi, talvolta il peggiore dei mondi possibili è proprio in famiglia, tra le pareti domestiche, al riparo da occhi indiscreti, anche perché qualcuno ancora afferma che “I panni sporchi si lavano in casa!”

 

 

 

Commenti   

 
0 #1 miriam 2014-01-28 10:07
Articolo chiaro, conciso ed utilissimo.
Grazie dr.ssa Nicolini, è un piacere aggiunto il fatto che sia una donna ad averlo scritto.
Mai abbassare la guardia, è anche l'indifferenza che permette certe dinamiche vergognose.

Miriam
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Pensieri d'autore

 

...Conta di più chi ti conosce di chi conosci tu.
I viaggi solo se all'estero,
l'appartenenza a un che, ma senza perchè.
Onorificenze senza motivazione.
Scrivi come se non parlassi mai con te stesso
e ti evitassi.

 

Wislawa Szymborka, "Scrivere il curriculum", 20121256671210_start-here-gnome-pink

 

 

...Ma l'ansietà di un nuovo stato, o forse il nervosismo che le causava la presenza di quell'uomo, erano bastati a convincerla che fosse finalmente sua quella meravigliosa passione fino ad allora vaga e planante nel fulgore dei cieli poetici come un grande uccello dalle piume rosate; e adesso non poteva capacitarsi che la calma in cui viveva fosse la felicità tanto sognata.
Flaubert in "Madame Bovary", Mondadori, 2009
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Caro amico - mi aveva detto due giorni appresso - sia Charcot sia i nostri due di Rochefort, invece di analizzare il vissuto dei loro soggetti e chiedersi che cosa voglia dire avere due coscienze, si stanno a preoccupare se si possa agire su di loro con l'ipnotismo o con le barre di metallo...
U. Eco in "Il cimitero di Praga", Bompiani, 2010
 
 
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...I ammiro soprattutto l'inevitabilità di una sequenza
che si fissa come un fotogramma nell'eternità, un effetto
a rallentatore dello svolgersi del destino.

E. Berselli in "Il più mancino dei tiri", Il mulino, 1995
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...La vita è così, è piena di parole che non valgono la pena,
oppure la valevano e non la valgono più,
ognuna di quelle che pronunceremo toglierà il posto a un'altra più meritevole,
che lo sarebbe non tanto di per sè quanto per le conseguenze di averla detta ....

J. Saramago in "La caverna", ET Einaudi,  2000
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..."A volte le cose più reali succedono solo nell'immaginazione, Oscar" disse lei.
"Ricordiamo solo quello che non è mai accaduto"...

C. R. Zafòn in "Marina", Mondadori,  2009
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...E'tipico dell'amore rendere inesistenti le persone amate, e obbligare le persone che le amano a dimostrare continuamente che esistono.
Perchè quando uno si innamora non è mica tanto convinto che quello che gli sta succedendo sia vero.
Gli innamorati sospettano della realtà, tengono gli occhi sempre aperti: è per questo che dormono pochissimo.
Quando ricevono la telefonata che aspettano da ore praticamente parlano coi fantasmi.
Se vi capita, come a me adesso, di ricominciare a respirare normalmente quando sentite la voce del fantasma, cominciate a preoccuparvi.

D. De Silva in "non avevo capito niente", Einaudi, 2007
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...Una lettera non dice quello che vuole dire solo con la scrittura.
Si può leggere la lettera anche annusandola, toccandola,
palpandola, proprio come un libro.
Perciò le persone intelligenti dicono: leggi, vediamo cosa dice la lettera.
Le persone stupide invece dicono: leggi, vediamo cosa scrive.
L'abilità sta nel leggere tutta la lettera, non solo il testo".

O. Pamuk in "Il mio nome è rosso", Einaudi,  20051256671210_start-here-gnome-pink

...Nella vita uno non porta scritto sul viso i sentimenti che sta provando;
io sono un regista e cerco di esporre al pubblico lo stato d'animo di questa donna
unicamente attraverso i mezzi del cinema [...].
Ora, grazie alla macchina da presa, il pubblico entra a far parte della scena
e bisogna soprattutto evitare che la macchina da presa divenga improvvisamente
distante e obiettiva, altrimenti si distrugge l'emozione che è stata creata".

A. Hicthcock in "Il cinema secondo Hicthcock", di F. Truffaut, 1993
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...Due fette sottili di prosciutto crudo affumicato,
setose e fluide nelle pieghe languide, un pò di burro salato, un pezzo di pagnotta.
Un'overdose di vigorosa morbidezza: improbabile ma squisita. 
Un altro bicchiere dello stesso vino indimenticabile.
Prologo stimolante, incantevole, elettrizzante....

M. Barbery in "Estasi culinarie", Edizioni e/o,  20071256671210_start-here-gnome-pink